È di 40 morti e di 100 feriti il bilancio dell’attentato avuto luogo a Damasco, dove due kamikaze si sono fatti esplodere a bordo di un’autobomba nei pressi delle sedi dei servizi di sicurezza a Kafr Susa, quartiere nel centro della capitale siriana. La tv di Stato punta il dito contro al Qaeda, anche se ancora non ci sono state rivendicazioni ufficiali e gli attivisti hanno espresso dei dubbi sulle accuse mosse dal regime, accuse arrivate, secondo molti, in tempi eccessivamente rapidi. Un attentato inconsueto per la Siria: attentati dinamitardi e suicidi, inoltre, sono piuttosto rari nel Paese arabo e alcuni sospettano che le esplosioni siano state pianificate dallo stesso governo. Gli attacchi terroristici sono avvenuti il giorno successivo all’arrivo della delegazione della Lega Araba in Siria. “Questo – ha dichiarato il viceministro degli Esteri siriano, Faisal Meqdaq – è il regalo che ci fanno i terroristi e al Qaeda. Ma noi faremo tutto il possibile per facilitare la missione della Lega”. “Ciò che è successo è increscioso ma non bisogna perdere la calma”, ha aggiunto il vicesegretario generale della Lega Araba Samir Seif al-Yazal: “Noi – ha sottolineato – abbiamo intenzione di andare avanti col nostro lavoro”.
(23 dic – Cle)