La montagna ha partorito un topolino? Sì, ma un topolino disabile. Lo scrive Silvio Boccalatte in un report dell’Istituto Bruno Leoni. “In estrema sintesi, e con un’espressione un po’ colorita – si legge – è questa la valutazione che si può offrire sulle norme in materia di servizi professionali contenute nel decreto sulle liberalizzazioni”. Tre sono i punti su cui il testo governativo vuole intervenire: le tariffe professionali, il preventivo e il tirocinio. Sulle tariffe professionali “si tratta veramente di una ‘riforma’ irritante, perché costituisce la mera riformulazione dell’esistente. E’ bene sapere, infatti, che, a partire dal 2006, ogni professionista poteva derogare ai minimi stabiliti dalle proprie tariffe professionali, ma sempre e comunque nei limiti di cui all’articolo 2233 del codice civile”. Sul preventivo “una norma che introduce un ulteriore obbligo a carico del professionista sembra proprio assurda. Si impone – scrive il giurista – infatti, l’obbligo di rilasciare un preventivo scritto al cliente, a pena di commettere un illecito professionale: il professionista deve rendere edotto il cliente della complessità del servizio, degli oneri ipotizzabili e della polizza assicurativa”. Infine il tirocinio che viene ridotto a diciotto mesi: i primi sei mesi potranno svolgersi in università, ma solo a seguito di apposite convenzioni con gli ordini professionali. “La riduzione del periodo di tirocinio/praticantato – scrive Boccalatte – è positiva, ma l’attesa di apposite convenzioni per poter svolgerne sei mesi in università durante il corso di laurea riduce di molto la portata innovatrice della norma”. (Red – 22 gen)