ALLA TRIENNALE DI MILANO LA “PELLE DELLA DONNA”
Per la prima volta in Italia una mostra che unisce arte e scienza sul tema della pelle. “Pelle di donna. Identità e bellezza fra arte e scienza”, alla Triennale di Milano fino al 19 febbraio, utilizza i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale per raccontare il fascino femminile. In mostra opere di grandi artisti come Giacomo Balla, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Roy Lichtenstein, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Alberto Savinio, enri de Toulouse-Lautrec, Andy Warhol. Ma anche tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti cosmetici. “Metamorfosi di pelle di donna” è invece una suggestiva installazione luminosa realizzata ad hoc per la mostra che presenta la trasformazione dell’immagine di una stessa donna truccata e acconciata a seconda dello “stile” dell’epoca (dagli anni Venti fino ai Duemila).
BRIAN DUFFY, IL FOTOGRAFO DELLA SWINGING LONDON
La prima importante esposizione dedicata all’attività di Brian Duffy (1933-2010), il leggendario fotografo inglese che rivoluzionò il modo di fare immagini di moda, apre il programma espositivo per il 2012 del Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze. La mostra, allestita fino al 25 marzo e inserita nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 81, arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto a Londra. Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle – come Michael Caine, Sidney Poitier, John Lennon, David Bowie, William Burroughs -, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità. All’apice della sua carriera, nel 1979, Duffy lasciò la fotografia. Radunò la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne fece un falò. Faticosamente, dopo anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato 160 fotografie, 80 delle quali sono in mostra a Firenze.
A TORINO I DISEGNI DAL LAGER DI THOMAS GEVE
Per la prima volta in Italia saranno esposte a Torino, al Museo Diffuso della Resistenza, fino al 13 maggio, nella mostra “Qui non ci sono bambini”, le riproduzioni di 50 dei 79 disegni realizzati da Thomas Geve che aveva 13 anni quando, nel 1943, fu internato ad Auschwitz insieme alla madre, che morì nel campo. Assegnato ai lavori forzati, Thomas sopravvisse. I suoi disegni, tracciati dopo l’uscita dal lager, rappresentano una testimonianza straordinaria per la lucidità con la quale è riuscito a descrivere l’orrore vissuto in tenera età. I disegni originali sono conservati a Gerusalemme presso il Museo Yad Vashem e non sono trasportabili a causa della fragilità della carta. I disegni (della dimensione di una cartolina) furono realizzati utilizzando il retro dei formulari delle SS, con acquerelli e pastelli colorati che lui chiese durante il mese in cui rimase nel campo dopo la liberazione, perché troppo debilitato. I disegni furono conservati dal padre in una cassaforte climatizzata fino al 1985, anno in cui Thomas Geve li donò allo Yad Vashem. Le riproduzioni furono esposte per la prima volta nel 1995 dal Memoriale di Buchenwald e, successivamente, in Germania, in Polonia, Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Serbia e Paesi Bassi.
DAMIEN HIRST CELEBRATO IN 8 CITTA’
Gagosian Gallery ospita in contemporaneamente in tutte le sue 11 sedi nel mondo – a Roma, New York, Londra, Parigi, Los Angeles, Atene, Ginevra, Hong Kong – una mostra di spot paintings di Damien Hirst. L’esposizione “The Complete Spot Paintings 1986-2011”, comprende oltre 300 dipinti, per un totale di oltre 150 prestatori provenienti da 20 Nazioni: dal primo spot su tavola realizzato da Hirst nel 1986, al più piccolo spot painting, realizzato nel 1996, che presenta la metà di uno spot di 2.55 x 1.27 centimetri; ai lavori monumentali composti da quattro spot, ognuno di 152.40 centimetri di diametro; fino al più recente spot painting, completato nel 2011, con ben 25,781 spot di un solo millimetro di diametro, i cui colori non sono mai ripetuti. La mostra – allestita fino al 10 marzo – precede la prima importante retrospettiva sull’opera dell’artista inglese, premio Turner Prize nel 1995, che sarà inaugurata presso la Tate Modern di Londra ad aprile. Inoltre, sempre fino al 10 marzo, a Roma, nel cortile della Fondazione Pastificio Cerere, è l’artista presenta un suo “cartellone pubblicitario”: il poster “Nucleohistone”, eccezionalmente installato anche nella hall del Macro.
A ROMA CAPOLAVORI DAL LOUVRE
La Galleria Borghese di Roma ospita i capolavori della più grande e importante raccolta di antichità esistente al mondo, restituendo alla collezione la sua sede d’origine. Tornano infatti per la prima volta dopo 200 anni, 60 opere illustri appartenute alla Collezione Borghese come il Vaso Borghese, con scene dionisiache, l’Ermafrodito dormiente restaurato da un giovanissimo Bernini, il Sileno e Bacco bambino, Le tre Grazie e il celebre Centauro cavalcato da Amore, che mai prima d’ora avevano lasciato il Museo del Louvre. Fino al 9 aprile la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma presenta la mostra “I Borghese e l’Antico”, organizzata dalla Galleria Borghese di Roma con la collaborazione eccezionale del museo parigino. I più importanti capolavori dell’arte antica appartenuti alla Collezione Borghese, oggi nucleo essenziale della raccolta di antichità del Museo del Louvre di Parigi, tornano nella loro sede originaria. Evento eccezionale e unico, la mostra celebra il patrimonio storico-artistico italiano in occasione del 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia.