“Il settore culturale è uno degli asset su cui l’Italia e l’Europa possono tracciare un sicuro e concreto sentiero di sviluppo per invertire il trend negativo della crisi economica e rilanciare imprese e occupazione in un’ottica di progresso sociale e civile”. Lo ha detto il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, in occasione della presentazione del Rapporto annuale Federculture. ‘’Nonostante la generalizzata contrazione dovuta alla caduta del reddito procapite disponibile e le incertezze per il futuro, i consumi culturali delle famiglie nel 2011 sono cresciuti del 4,06%, come rileva il Rapporto – ha sottolineato Pittella – tuttavia il crollo degli investimenti pubblici in questo settore ha messo in serio pericolo la conservazione stessa dei beni culturali nel nostro paese e impedisce la promozione delle produzioni di spettacoli, mostre ed eventi, è evidente che occorre un’immediata inversione di tendenza”. ‘’L’Unione europea, destinataria di gran parte dei flussi turistici globali e l’Italia, come depositaria del 50% del patrimonio mondiale storico e artistico, devono tornare a porre il settore culturale in cima all’agenda politica come modo più semplice e immediato per generare crescita e occupazione diffusa sul territorio, guardando al futuro e alla trasmissione alle prossime generazioni dello straordinario patrimonio accumulato e che l’Europa continua a produrre anche nella cultura contemporanea”. (red – 8 feb)