MONICA GUERRITORE E’ ORIANA FALLACI IN “MI CHIEDETE DI PARLARE…”
Monica Guerritore torna al Piccolo Teatro di Milano, per la prima volta dopo il “Giardino dei Ciliegi”, in veste di autrice, regista e interprete. Nel suo spettacolo, dedicato alla figura di Oriana Fallaci, la Guerritore cerca di restituire alla scrittrice respiro e verità allo scopo di far cadere il velo dei cliché e dei pregiudizi cristallizzati intorno all’icona di una scrittrice che ancora fa discutere. “Ho costruito lo spettacolo ‘tradendo la biografia’ – dice la Guerritore – per cercare, facendomi spazio tra i qualunquismi e i luoghi comuni, di accostarmi all’originalità, all’unicità e la forza della grande giornalista e la straordinarietà della donna”. Consapevole della distanza che c’è tra la prima e la seconda fase della scrittrice, la Guerritore entra nell’Enigma Fallaci “a tentoni” come se entrasse in una grande stanza buia e la illuminasse con una torcia. Per descrive la Fallaci l’autrice usa queste parole: “Donna bellissima. Testimone di libertà e di pace in Vietnam e in Messico, dolcissima poetessa e scrittore di romanzi di battaglia. Poi la malattia, l’improvvisa lucida rabbia contro l’integralismo islamico dopo l’11 settembre e l’avvio di una straordinaria produzione letteraria. Ma Oriana non appare più, lascia il passo al Mito Fallaci e sragionando o forse ragionando e senza freni com’era abituata a fare, lo alimenta”. Lo spettcaolo è in scena dal 10 al 15 aprile. (Cma)
A ROMA “THE COAST OF UTOPIA” DI MARCO TULLIO GIORDANA
Marco Tullio Giordana cura la regia di The Coast of Utopia, la trilogia che negli Stati Uniti ha vinto il maggior numero di Oscar teatrali mai assegnati. Scritta nel 2002 è divisa in tre distinti spettacoli Viaggio, Naufragio e Salvataggio. Dopo essere stata rappresentata in numerose città tra le quali Londra, New York, Mosca e Tokyo, ha debuttato in Italia su progetto di Michela Cescon e Marco Tullio Giordana. Sarà in scena a Roma al Teatro Argentina dal 10 al 29 aprile. The coast of Utopia ripercorre trentacinque anni di storia russa (1833-1868) e ha come protagonisti l’anarchico Michail Bakunin, il rivoluzionario scrittore e filosofo Aleksandr Herzen, il critico letterario Vissarion Belinskij e lo scrittore Ivan Turgenev. (Cma)
“IL PAESE DEI CAMPANELLI” VIVE UNA SECONDA GIOVINEZZA
A Roma, da venerdì 13 a domenica 15 aprile, Il Teatro Parioli Peppino de Filippo, presenta la Compagnia Corrado Abbati in “Il paese dei campanelli” di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, allestimento del Festival dell’operetta dell’Ente Lirico G. Verdi di Trieste, adattamento e regia Corrado Abbati, scene Sergio D’Osmo, costumi Artemio Cabassi, coreografie Giada Bardelli, direzione musicale Marco Fiorini. Scritta e musicata dalla mitica coppia Lombardo-Ranzato, questa operetta andò in scena il 23 novembre del 1923 al Teatro Lirico di Milano. Già il giorno dopo la prima rappresentazione, mezza città fischiettava i motivi più indovinati. Ancora oggi sono in tanti a conoscere l’arcifamoso “Fox della Luna”, motivo che, come l’intera operetta, gode di una lunga giovinezza. “Il Paese dei Campanelli” è veramente un’operetta senza tempo, sia per la sua ambientazione, un’Olanda da favola, sia per i consensi che continua a guadagnare. Il nuovo allestimento firmato da Corrado Abbati nasce dalla volontà di presentare uno spettacolo con una cornice lussuosa e di buon gusto. Attraverso una narrazione snella, Abbati dà ampio respiro ai numerosi pezzi d’assieme e ai quadri musicali, individuando nella storia un percorso nuovo e non scontato ma capace di assicurare un buon ritmo alla pièce. (Cma)
A ROMA LA PRIMA NAZIONALE DI “PADANIA LIBRE”
Martedì 10 aprile debutterà a Roma al teatro Sette, in prima nazionale assoluta, la nuova commedia di Marco Costa, “Padania Libre”, con Fabrizio Sabatucci, Roberto Stocchi, Antonella Alessandro, Andrea Planamente e Anna Tucci. Giocato su una trama di impianto classico alla “Indovina chi viene a cena?” dove un ospite inatteso, come un piccolo granello di sabbia, inceppa un meccanismo fino ad allora funzionale, “Padania Libre” è un’irresistibile commedia caustica e surreale, ambientata in una baita valtellinese invasa dalla nebbia che esaspera quella radicata discriminazione tra nord e sud, facendoci ridere e riflettere sul nostro atavico pregiudizio nazionale. “Padania Libre” si propone di dissacrare senza scadere, di divertire e alleggerire lo spettatore, con una storia attuale, personaggi grotteschi e sentimenti iperrealistici, mescolando culture contrastanti, svelandone miserie e splendori, proponendo al pubblico un chiaro messaggio di tolleranza, perché troppo spesso non vediamo le cose come sono ma come siamo. L’autore Marco Costa inizia a scrivere giovanissimo e approda alla regia dopo la Laurea in Storia del Cinema alla Sapienza di Roma. Si interessa di cinema, teatro e televisione. A teatro è stato autore e regista della commedia The Prozac Family andata in scena al Teatro dei Servi e con grande successo al Teatro Parioli e “La Giovine Italia” messa in scena al teatro dei Servi nel 2008. (Cma)
DANIELE TIMPANO AL PALLADIUM DI ROMA CON “ALDO MORTO
Aldo Moro “rivive” a teatro grazie a Daniele Timpano che porta al Palladium di Roma, dal 13 al 15 aprile, “Aldo morto. Tragedia ”: un monologo ideato, realizzato e interpretato dallo stesso attore e regista romano. Con “Aldo morto” tornano in scena gli anni di piombo e il loro apice tragico, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Personalità emergente della scena italiana, Timpano guarda ai fatti in un’ottica idealmente spericolata, ma rispettosa delle persone. Nato nel 1974, proprio nei giorni del sequestro Moro, Timpano aveva appena quattro anni e dunque non poteva vivere coscientemente ed emotivamente uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Il suo perciò, è lo sguardo di chi ne ha preso conoscenza dopo, e lo spettacolo, che nasce da una raccolta di materiali eterogenei e di ampio respiro, non mira a ricostruire il sequestro e l’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse, puntando soprattutto all’evocazione degli anni ’70. Un’Italia che non c’è più ma fatta comunque di italiani che in molti casi ci sono ancora: un’epoca che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di parole, spesso segnata dalla drammatica lacerazione tra “verità” e “immagine”. E Timpano si avventura in questa lacerazione passando attraverso un corpo, anzi una salma, nello stile di alcuni suoi lavori precedenti come Dux in scatola con Mussolini, e Risorgimento pop con Mazzini e Garibaldi. L’umorismo – spesso un umorismo nero – e l’anticonformismo sono la cifra di Timpano che come attore ha collaborato con Massimiliano Civica, Francesca Romana Coluzzi, Michelangelo Ricci, per intraprendere poi la strada di drammaturgo con lavori suoi che si inseriscono nel filone del teatro di narrazione. (red)
