(10 mag) Ci sarà anche un po’ di Università di Trento nella missione spaziale dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, alla ricerca di tracce di vita tra le lune ghiacciate di Giove. Juice (JUpiter ICy moons Exlorer) è la prima tra le grandi missioni dell’ambizioso programma Cosmic Vision, che saranno sviluppate nell’arco dei prossimi quindici anni per l’esplorazione di nuove parti del sistema solare. Uno dei principali strumenti della missione sarà un radar particolarmente sofisticato, che in questi anni è stato studiato da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Lorenzo Bruzzone del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Ateneo trentino. Al termine di una competizione durata oltre cinque anni, caratterizzata da varie fasi e dal testa a testa tra numerose proposte di altissimo livello scientifico, l’Agenzia Spaziale Europea ha approvato, infatti, nei giorni scorsi in via definitiva la missione Juice. Un progetto particolarmente ambizioso e complesso, sia sotto il profilo scientifico, sia sotto quello economico. Con un costo stimato di 1,1 miliardi di euro, Juice ha come obiettivo l’esplorazione del sistema di Giove e delle sue lune ghiacciate. Il progetto di ricerca intende analizzare i diversi processi attivi nel sistema gioviano, fondamentali per capire quali condizioni di “abitabilità” di questi satelliti vi siano state in passato e quali vi siano attualmente. Si indagherà, inoltre, sul funzionamento del Sistema solare e sulle condizioni necessarie alla nascita dei pianeti. La partenza della missione è programmata per il 2022 con un Ariane 5 dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese. L’arrivo della sonda europea nel sistema gioviano è previsto nel 2030 e le osservazioni dovrebbero durare almeno tre anni. Il ruolo dell’Italia e dell’Agenzia Spaziale Italiana nella missione Juice sono particolarmente rilevanti, così come estremamente prestigioso è quello dell’Università di Trento. In particolare, il Laboratorio di Telerilevamento del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione coordinato dal professor Lorenzo Bruzzone ha un ruolo di primo piano in Juice. Il professor Bruzzone, oltre ad aver partecipato al team scientifico che ha definito e progettato la missione, è il coordinatore del gruppo che sta studiando da vari anni uno degli strumenti più importanti della missione: il radar sounder. Si tratta di uno strumento capace di “osservare” direttamente da satellite quello che avviene al di sotto della superficie delle lune ghiacciate fino ad una profondità di almeno 9 km. Lo strumento, oltre a studiare la geologia e la geofisica sottosuperficiale delle lune ghiacciate, ha il compito fondamentale di identificare l’eventuale presenza di acqua negli strati sottosuperficiali di Ganimede e di Europa. L’eventuale presenza di acqua costituirebbe una delle variabili fondamentali per ipotizzare la presenza di forme di vita elementari sulle lune ghiacciate. (red)
