(12 nov) – La stretta creditizia continua a serrare il suo morso sulle imprese italiane. Le evidenze sull’andamento del credito erogato alle società non finanziarie, nel contesto europeo, disegnano un quadro particolarmente negativo per l’Italia. Ad agosto la variazione degli impieghi delle imprese è stata negativa per il 2 per cento circa, contro una media del -0,5 per cento dell’area euro. La media nasconde però andamenti fortemente differenziati tra i paesi europei: il credito nei paesi dell’ Europa del Nord tende a confluire copioso, con un tasso di variazione pari mediamente al 4 per cento circa, mentre quelli del Sud, nello specifico Portogallo, Grecia e Spagna più l’Irlanda, vedono una flessione del credito nell’ordine del 4,5 per cento. L’Italia, quindi, ha sempre più difficoltà a stare al passo con il gruppo di testa, mentre sembra inesorabilmente destinata a essere risucchiata dal gruppo di coda. Sulle ragioni delle difficoltà italiane si può leggere un’interessante analisi di Carlo Milani, economista del Cer.
