MONI OVADIA A ROMA CONTRO IL RAZZISMO
“Un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo”. Ecco lo spirito che ha portato alla nascita di “Senza confini. Ebrei e zingari”, concerto-spettacolo scritto e interpretato da Moni Ovadia, coadiuvato dalla Moni Ovadia Stage Orchestra che si terrà a Roma presso il Teatro Vittoria dal 20 novembre al 2 dicembre. Un’opera originale, fatta di grande emozioni e di memoria. Obbiettivo è raccontare la storia di due popoli fratelli, quello ebraico e quello zingaro (sinti e rom), che a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, accomunati dall’essere avvertiti come “altro” dalla comunità occidentale e insieme dall’essere costretti al nomadismo come risposta di dignità e di indipendenza alle persecuzioni nei loro confronti. Eppure ebrei, rom e sinti seppero essere in tutto e per tutto popoli; per tradizioni, cultura, spiritualità, sentimento, anche se popoli senza burocrazia, senza esercito, senza retorica patriottarda, senza terra, insomma senza confini. Due popoli fratelli affiancati in una storia spesso tragica ma le cui strade si sono divise dopo le persecuzioni naziste. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, hanno avuto pieno riconoscimento della loro condizione di perseguitati e un immenso edificio di testimonianza costruito sulla Shoà. Il popolo rom invece continua a subire il calvario del pregiudizio e dell’emarginazione e tutt’oggi il tentativo nazista di realizzare il loro sterminio non è stato ancora riconosciuto. Moni Ovadia mette in scena uno spettacolo in cui sono protagonisti da un lato l’amore per la battuta, le storielle e barzellette ebraiche, la poesia presente nella storia dei due popoli; dall’altro le sonorità, i ritmi incalzanti e le melodie vivaci della musica zingara e klezmer. Uno spettacolo che è insieme divertimento e riflessione, musica e teatro civile, per scardinare conformismi e convenienze. (Red)
SALEMME IN TOUR PER L’ITALIA CON DUE SPETTACOLI
Vincenzo Salemme torna a teatro con due spettacoli: “E fuori nevica”, uno dei suoi più grandi successi, che viene riproposto a distanza di 15 anni e “Il Diavolo Custode”, che questa estate ha riscosso successo di pubblico e critica a Roma e Napoli. Dopo la prima nazionale di “E fuori nevica”, divertentissima commedia scritta e diretta da Salemme, con la quale l’attore partenopeo ebbe il primo successo nazionale della sua carriera artistica, lo spettacolo debutterà il 28 novembre al teatro delle Palme di Napoli dove rimarrà fino al 30 dicembre. A distanza di anni, Salemme affida quello che fu il suo ruolo e quello degli altri tre interpreti ad un nuovo cast degno di tale eredità: Giovanni Esposito, Mario Porfito, Francesco Procopio, Andrea Di Maria. Con loro lo spettacolo torna a raccontare la storia divertente e tenera di tre fratelli: Enzo, Cico, Stefano. Enzo, musicista di scarso livello. Cico, affetto da una strana forma di autismo. Stefano, “il normale”, ossessionato da un eccessivo senso di responsabilità . Costretti a coabitare per decisione testamentaria della madre morta da poco, pena la perdita dell’eredità , due fratelli fanno buon viso a cattiva sorte accettando la convivenza forzata in una sorta di casa-gabbia con il terzo fratello, affetto da autismo. Questo l’incipit della commedia, tutta giocata sulle difficoltà di una convivenza coatta e sull’incompatibilità di tre caratteri così diversi tra loro. Riuscirà l’innato legame fraterno a tenere uniti i tre personaggi contrastanti? Enzo e Stefano, si liberanno di Cico o vincerà l’affetto che li lega a lui? Bisognerà aspettare fino al 22 novembre, per assistere al Teatro Comunale Carlo Gesualdo di Avellino alla prima de “Il Diavolo Custode”, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Salemme. La storia è quella di un diavolo che arriva sulla terra per concedere al protagonista la possibilità di rinascere e ricominciare daccapo. Accompagnato dalla brillante professionalità di Nicola Acunzo, Domenico Aria, Floriana De Martino, Andrea De Maria, Antonio Guerriero, Raffaella Nocerino e Giovanni Ribò il comico di Bacoli regalerà al pubblico una storia spensierata con una sottile vena malinconica in perfetta chiave partenopea. “Ci lamentiamo spesso con l’universo intero e con la vita – continua Salemme – accusandoli di essere stati troppo crudeli con noi. Dicendo che ci hanno tarpato le ali e spezzato i sogni. Allora immaginiamo che un giorno il nostro diavolo custode salga sulla terra e venga a dirci: ‘Vuoi tornare a nascere e ricominciare daccapo? La vuoi la seconda possibilità? Ma sei sicuro che ne valga la pena? Ce la farai a fare di meglio?’ Ecco, questo è il tipo di domande che vorrei farmi insieme al pubblico ridendo un po’, senza cattiverie e senza paure, su noi stessi”. Il tour proseguirà a Bari, Teramo, Ascoli, Empoli, Siena per giungere al teatro Olimpico di Roma, il 18 dicembre dove rimarrà fino al 27 gennaio. Il tour continuerà a Orvieto, Firenze e Napoli e molte altre città per concludersi a Caserta a metà aprile. (Cle)
“ENTRO I LIMITI DELLA MEDIA EUROPEA” IN SCENA A ROMA
Sarà in scena a Roma al Teatro dei Conciatori dal 20 al 25 novembre “Entro i limiti della media europea”, lo spettacolo scritto e diretto da Nino Romeo, con Graziana Maniscalco. Una donna si presenta al pubblico. E’ la moglie di un uomo vittima di un incidente sul lavoro, morto da poche ore. Parla, domanda e risponde ad un immaginario uditorio; emerge così il rapporto con il suo uomo, il dolore per la perdita, il licenziamento annunciato per il giorno successivo a quello in cui lui ha trovato la morte. La gente che le sta intorno le chiede di partecipare alle trasmissioni televisive che tratteranno dell’ennesima tragedia sul lavoro: lei rifiuta: non vuole che il suo dolore privato diventi pubblico spettacolo; ma soprattutto non vuole partecipare della funzione normalizzante e compassionevole assunta dai media in queste occasioni. Più procede il flusso di ricordi, immagini, pensieri, più emerge in lei la consapevolezza che la vera lezione di vita che quella morte porta in sé è il rifiuto, intimo e radicale, di un modello produttivo basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sul profitto che i pochi ricavano dal lavoro e dalla vita di tanti. Compressa dal dolore, la donna mantiene la lucida autonomia del giudizio: il suo linguaggio non è falsamente mimetico, non è quello che vorrebbe metterle in bocca chi ritiene i subordinati per classe incapaci di rendere immagini e pensieri in parole; e non è il linguaggio concettuale di intellettuali rabbonenti; è parola spezzata, graduale consapevolezza linguistica che avanza in parallelo alla consapevolezza di sé acquisita attraverso un trauma insanabile. A precedere la pièce, un uomo ripete ostinatamente le stesse battute: sono le parole che il padre di uno degli operai morti nel rogo della Thyssen ripeteva mostrando la fotografia del figlio. Quelle poche parole sono segni definitivi di rabbia, di dolore e di accusa. Il titolo riporta una frase tante volte ascoltata da politici, imprenditori, commentatori: il cinismo di questa frase non è soltanto verbale; è cinismo “di sistema”. Non è vero che le morti sul lavoro sono “un dramma nazionale che unisce tutti i cittadini”; è una tragedia secolare che ci divide: per condizioni, per sensibilità, per valori. Lo spettacolo è stato Premio Calcante 2010 – promosso dalla Siad Società Italiana Autori Drammatici. (Red)
OMAGGIO A VERDI AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Con lo sfondo del mare di Genova del “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, martedì 27 novembre alle 19, prende il via – nel segno di Giuseppe Verdi – la nuova stagione 2012-2013 del Teatro dell’Opera. Sul podio il più prestigioso e applaudito interprete verdiano, il maestro Riccardo Muti, che nel corso della stagione – in omaggio al Bicentenario verdiano – dirigerà altre due opere del grande compositore: I due Foscari e Nabucodonosor. Inoltre il maestro Riccardo Muti presenterà il “Simon Boccanegra” in una conferenza che terrà lunedì 26, alle ore 18, nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università La Sapienza (piazzale Aldo Moro). Al “Simon Boccanegra” Verdi lavorò a più riprese, rivedendo ed elaborando le arie con attenzione in un’opera a cui dedicò particolare amore. E’ certamente, come lo stesso musicista ebbe a dire, “uno dei ‘figli’ più amati”. La regia del nuovo allestimento del “Simon Boccanegra” è firmata da Adrian Noble, già direttore della Royal Shakespeare Company e realizzatore di spettacoli nei più importanti teatri del mondo dall’Opéra di Parigi al Met di New York. Le scene portano una firma da Oscar, quella di Dante Ferretti già al fianco di famosi registi – ricordiamo Fellini, Pasolini, Scorsese, Neil Jordan – e applaudito scenografo d’opera in tutti i maggiori teatri; per l’arredamento scenico, Francesca Lo Schiavo, un altro premio Oscar (per Hugo Cabret, insieme a Ferretti). I costumi portano la firma di Maurizio Millenotti, raffinato nome del cinema e del teatro, di prosa e d’opera, da Fellini a Tornatore e più volte nella lista delle nomination agli Oscar. Alla guida del Coro del Teatro dell’Opera il Maestro Roberto Gabbiani. I movimenti coreografici sono di Sue Lefton, le luci di Alan Burrett. Prestigiosi gli interpreti, già applauditi dal pubblico e dalla critica internazionale e negli allestimenti verdiani diretti dal Maestro Riccardo Muti al Teatro dell’Opera di Roma: George Petean/Dario Solari (Simon Boccanegra), Maria Agresta/Eleonora Buratto (Maria Boccanegra, Amelia), Dmitri Beloselskiy/Riccardo Zanellato (Jacopo Fiesco), Francesco Meli (Gabriele Adorno), Dario Solari/Marco Caria (Paolo Albiani), Riccardo Zanellato/Luca Dall’Amico (Pietro). Dopo la “prima” di martedì 27, il “Simon Boccanegra” sarà replicato il 29 novembre alle 20; quindi nel mese di dicembre: sabato 1 alle 18, martedì 4 alle 20, giovedì 6 alle 20, domenica 9 alle 16.30 e martedì 11 alle 20. (Red)
A CATANIA “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”
Una delle opere più famose di William Shakespeare inaugura la stagione del Teatro Stabile di Catania si apre con una delle opere più famose di William Shakespeare: “Sogno di una notte di mezza estate”. Tradotto e adattato da Fabio Grossi e Simonetta Traversetti, lo spettacolo diretto da Fabio Grossi andrà in scena dal 30 novembre al 16 dicembre al Teatro Verga di Catania. Il personaggio di Bottom con la Testa d’Asino, interpretato da Leo Gullotta, rappresenta il mondo degli artigiani, la forza lavoro, il motore della società. Alle sue spalle Puck, il mondo del soprannaturale, il segreto dell’animo dell’Uomo con le sue passioni e le sue stravaganze. La cornice dorata e ornata rappresenta il mondo del privilegio, la casta che tutto determina e tutto racchiude. Sul palco, insieme a Gullotta, anche Mimmo Mignemi, Emanuele Vezzoli, Leonardo Marino, Fabrizio Amicucci, Ester Anzalone, Alessandro Baldinotti, Valeria Contadino, Adriano Di Bella, Salvo Disca, Antonio Fermi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Fabio Maffei, Federico Mancini, Sergio Mascherpa, Irene Tetto, Massimo Arduini, Francesco A. Leone, Marzia Licciardello, Mauricio Logeri, Rachele Petrini. (Cle)
