IL “SUICIDIO PERFETTO” DI FRANCO MATTEUCCI
L’ispettore di polizia Marzio Santoni ha un grande fiuto che utilizza al meglio nel suo lavoro. Lo chiamano Lupo bianco e ha un passato di indagini da prima pagina. Da quando è tornato in provincia, a Valdiluce, si trova a occuparsi di inchieste locali di poco conto e non trova più stimoli nel suo ruolo di poliziotto. E’ inverno a Valdiluce e la stagione invernale porta, oltre al continuo flusso di sciatori e famiglie in villegiatura, anche numerose distrazioni. Marzio incontra Elisabetta, una donna sposata, attraente ed enigmatica, in vacanza con tre amiche per la classica settimana bianca. C’è subito intesa tra i due e quei pochi giorni insieme sono caratterizzati da un’insaziabile attrazione. I due devono trovare il coraggio di dirsi addio alla fine della vacanza, ma un terribile evento sconvolge la vallata. Elisabetta e le sue tre amiche vengono ritrovate senza vita nella loro camera d’albergo. Lupo Bianco dovrà sovrintendere le indagini in quella piccola comunità di provincia e scoprire la verità di un caso apparentemente privo di indizi. Franco Matteucci, con il suo “Suicidio perfetto. Le indagini dell’ispettore Santoni” (Newton Compton, pp. 251, 9,90 euro) coinvolgerà il lettore in un vortice di intrighi sorprendenti.
UN NUOVO ANNO PER IL CAMORRISTA ESPOSITO
Uno dei più affascinanti e misteriosi quartieri di Napoli è il rione Sanità, dove è nato il principe della risata Totò. E’ qui che vive, con la sua famiglia allargata e variopinta, Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra. Una moglie autoritaria, una figlia ribelle, un figlio che ama i cibi ipercalorici, un suocero spaccone, una suocera stizzosa, una possente cameriera ucraina, una coppia di iguane meditans e un coniglietto nano. Tonino potrebbe vivere di rendita perché riceve dal clan un sussidio mensile. E’ invece convinto di voler imitare le orme del padre, senza però un gran successo. Tonino è goffo, ingenuo e incapace di difendersi: un personaggio tragicomico che ne combina di tutti i colori. La vita della famiglia Esposito si svolge in una palazzina napoletana dove il controllo della mafia si fa sentire. Tra gli altri personaggi della storia ci sono anche un boss ed un giovane sacerdote antimafia, mentre dilaga una violenta faida di camorra, alla quale si intreccia una strana campagna elettorale in cui si evidenziano gli aspetti più ridicoli della malavita. “Bentornati in casa Esposito. Un nuovo anno tragicomico” (Giunti, pp. 272, 10 euro) presenta un modo originale di raccontare e denunciare la criminalità organizzata e continua la saga che ha mostrato agli italiani gli aspetti più cafoni della camorra. Pino Imperatore racconta uno spaccato divertente, ma crudele, della Napoli contemporanea. (red)
“NON SENTI CHE HO SMESSO DI PIANGERE?”
Non fatevi ingannare dalle apparenze: Hagfors, nel Sud della Svezia, non è tranquillo come sembra. “Non senti che ho smesso di piangere?” questo è l’enigmatico messaggio che le vittime ricevono subito prima che la loro casa vada a fuoco. Anche a Mirjam Fransson viene recapitato questo messaggio anonimo prima che la sua villetta divampi in un terribile incendio. Per Mirjam non c’è più niente da fare e sul posto arriva anche la reporter Magdalena Hansson. Altre case vanno a fuoco dopo che i proprietari hanno ricevuto lo stesso messaggio. E’ evidente ormai a tutti che è opera di un serial killer e ognuno teme di essere la prossima vittima. Magdalena non si accontenta di seguire la notizia da giornalista, ma inizia delle indagini parallele insieme agli ispettori di polizia Petra Wilander e Christer Berglund. La reporter dovrà entrare nella psiche tormentata del piromane e capire la sua sete di vendetta. Chi ha smesso di piangere? Dopo il successo de “La bambina con la neve tra i capelli”, la scrittirice-giornalista svedese Ninni Schulman torna alla ribalta con “Il bambino che smise di piangere”, (Sperling & Kupfer, pp. 363, 18,50 euro, traduzione di R. Nerito) un thriller pronto a emergere in tutta la sua violenza. (red)
IL NUOVO EPISODIO DI KAY SCARPETTA FIRMATO CORNWELL
“Letto di ossa” (Mondadori, pp. 280, 20 euro) è il ventesimo episodio della serie di Kay Scarpetta firmato Patricia Cornwell. In Canada, ad Alberta, Emma Shubert, una famosa paleontologa, scompare all’improvviso da un sito archeologico mentre è impegnata nei lavori di uno scavo dove sono stati rinvenuti dinosauri fossili. Kay Scarpetta è pronta ad affrontare il suo nuovo caso e, con grande velocità, gli eventi precipitano. A Boston viene ritrovato un cadavere mummificato di una donna di mezza età, accompagnato da una rara tartaruga marina. Il caso rivela degli strani indizi legati alla scomparsa della paleontologa e ad altri elementi già riscontrati in altri casi insoluti. Kay, svolgendo le sue indagini, inizia a collegare le due vicende e ad altre avvenute vicino casa sua. E’ scomparsa infatti anche la moglie di un imprenditore accusato di aver pagato un sicario per ammazzarla. E poco prima anche una cinquantenne che viveva da sola col suo gatto era svanita nel nulla. Cosa accomuna queste numerose sparizioni? L’investigatore capo di Kay, Pete Marino, e suo marito, l’agente dell’FBI, Benton Wesley, sono entrambi scontenti per i cambiamenti di personale fatti al Cambridge Forensic Center. Kay si ritrova in solitudine ad affrontare un nemico astuto e temibile. (red)
MARKO HAUTALA RACCONTA I LABIRINTI DELLA MENTE
Mentre il capitano della Nazionale di hockey alza la coppa e festeggia la vittoria del campionato del mondo di hockey su ghiaccio, Olavi Finne viene portato nella stanza degli interrogatori del commissariato con l’accusa di aver ucciso il nipote di quattro anni. L’anziano uomo è in evidente stato confusionale e non è in grado di spiegare quello che è successo. Viene, quindi, subito rinchiuso in un istituto psichiatrico. Passano gli anni e il paziente, dopo aver provato le cure di numerosi esperti, viene affidato alle cure di Mikael, un giovane infermiere. Mikael sta attraversando un momento difficile: sua moglie Saana è gravemente malata e lui non riesce a starle accanto come vorrebbe. Accudire un signore anziano un po’ strano dovrebbe essere un incarico semplice ma, senza rendersene conto, Mikael si lascia coinvolgere dai racconti di quell’uomo e inizia a dubitare della diagnosi di schizofrenia riportata sulla sua cartella clinica. La distanza tra infermiere e paziente inizia, piano piano, ad accorciarsi. Dosando suspense e colpi di scena, Marko Hautala esplora in “Allucinazioni” (Newton Compton, pp. 317, 9,90 euro, traduzione di V. Dani) il lato più oscuro dell’inconscio umano, in una storia che rivela quanto sia facile perdersi nel labirinto della mente. (red)