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L’essenza di Pina Bausch in scena a Vicenza

it@withub.it by it@withub.it
22 Febbraio 2013
in Archivio speciali - Teatro
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L’ESSENZA DI PINA BAUSCH IN SCENA A VICENZA
Una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch: è “Moving with Pina”, spettacolo di e con Cristiana Morganti che andrà in scena il prossimo 26 febbraio al Teatro comunale della città di Vicenza. Lo spettacolo è nato nel 2010 in occasione di festival in omaggio della danzatrice e coreografa tedesca scomparsa nel 2009, manifestazione ideata da Leonetta Bentivoglio, critico di danza e appassionata esegeta del Tanztheater di Pina Bausch, all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. “Per l’occasione – racconta Cristiana Morganti – Leonetta mi chiese di realizzare una performance di circa un’ora e io mi ricordai delle lezioni di danza espressionista che avevo preparato assieme a Pina nelle quali, accanto alla tecnica, mi aveva consigliato di utilizzare molti esempi esplicativi e frasi di movimento. Da questo è nato il mio spettacolo e l’intento di spiegare il lavoro che c’è dietro il teatro e la danza”. Dopo il debutto e l’accoglienza partecipata del pubblico, la Biennale di Venezia, che aveva consacrato questa sacerdotessa della danza con il Leone d’oro alla carriera nel 2007, si è unita ai molti teatri che hanno via via voluto ricordarla, presentando anche a Venezia Moving with Pina. Il ritratto di Pina Bausch, velato da affettuosa nostalgia, è soprattutto la rievocazione danzata – tra narrazione e brani di repertorio, a partire dal celebre Sacre – del suo universo creativo, il suo metodo di lavoro, la genesi di un gesto e di uno spettacolo, i modi e i tempi e anche la vita di una intera compagnia. Tutto ciò riannodando, lungo il filo della memoria, i momenti di vita vissuta in prima persona da Cristiana Morganti, il suo percorso artistico e umano nella compagnia di Wuppertal. Svelare com’è costruito un assolo, qual è la relazione dell’emozione con il movimento, quando il gesto diventa danza, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico, è una singolare lezione di danza ma anche di vita. (Cle)

A MILANO UNA SERATA DEDICATA A ORNELLA VANONI
L’11 marzo si terrà al Piccolo Teatro Strehler di Milano una serata speciale in onore di Ornella Vanoni. Nell’occasione verrà proiettato in anteprima “Ornella Vanoni. Ricetta di donna”, il primo docu-film sulla vita dell’artista, raccontata da lei stessa. L’ingresso per la serata dell’11 marzo sarà gratuito con ritiro del biglietto e assegnazione del posto. I biglietti sono già disponibili presso la biglietteria del Piccolo Teatro Strehler. Per la prima volta, in un lungometraggio, Ornella Vanoni parla dei suoi 50 anni di carriera: dai suoi inizi al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, al sodalizio con Gino Paoli, dalla scoperta della musica brasiliana alla reinterpretazione del jazz, fino ad oggi, ancora protagonista della scena musicale e artistica italiana. “Ornella Vanoni. Ricetta di Donna”, scritto, diretto e prodotto da Alexandra della Porta Rodiani, svela un ritratto mai visto dell’artista, la sua vita, gli amori e le passioni. Ornella Vanoni si racconta in una versione intima e confidenziale, anche attraverso le voci e le testimonianze di amici e partner storici, come Gino Paoli, Mario Lavezzi, Arnaldo Pomodoro, Laura Pausini, Paolo Fresu e altri. Il docu-film contiene filmati inediti, canzoni e immagini che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiano. Il profilo di un’artista la cui musica è da oltre 50 anni colonna sonora delle nostre vite. (Red)

“UNA CENA ARMENA” A TORINO
Andrà in scena dal 26 febbraio al 3 marzo alla Cavallerizza Reale, Manica Corta a Torino, “Una cena armena” di Paola Ponti, consulenza di Sonya Orfalian. Lo spettacolo è interpretato da Danilo Nigrelli e Rosa Diletta Rossi, per la regia dello stesso Danilo Nigrelli, le scene e i costumi sono di Luigi Perego, il disegno luci di Marco Maione, le musiche di Laura Lala e il suono di Francesco Fazzi. La pièce nasce dall’incontro di Màlbeck Teatro con Sonya Orfalian. Negli anni Settanta, dopo il colpo di Stato di Gheddafi, la Orfalian ha trovato asilo in Italia, dove ha coltivato la ricerca attorno alle proprie radici culturali. Qui ha scritto il testo da cui lo spettacolo attinge e a cui si mescola, “La cucina d’Armenia”, che custodisce, insieme alle oltre centotrenta ricette, le radici di una intera cultura, offesa e misconosciuta, ma non per questo meno ricca di tradizioni. Attraverso gli ingredienti della tradizione, che permettono all’autrice la ricostruzione della vita quotidiana in terra d’Armenia, prende forma il passato del padre, armeno palestinese, rifugiato in terra di Libia e vissuto senza avere mai avuto una cittadinanza, né un passaporto, ma solo un lasciapassare verde con la scritta: Palestinian Refugee in Libya. Una cena armena racconta la storia di due generazioni che hanno la forza di guardarsi in faccia, di affrontarsi e di passarsi il testimone. Danilo Nigrelli è Aram, Rosa Diletta Rossi è Nina, rispettivamente un signore armeno e una ragazzina italiana, i cui destini si incrociano in una notte qualunque, al calore dell’ojàkh, il focolare, mentre fuori impazza una tormenta di neve. I due personaggi si muovono nello spazio come due bestie in gabbia, che lentamente cominciano ad annusarsi. Entrambi nascondono un mistero, entrambi con lo stesso profondo bisogno di conoscere le proprie origini. (Red)

“IL PRINCIPE MEZZANOTTE” PRONTO A INCANTARE L’INDIA DI ROMA
Dal 1 al 3 marzo il palcoscenico del Teatro India a Roma ospita “Il Principe Mezzanotte”, uno spettacolo scritto e diretto da Alessandro Serra che, attraverso un carosello di personaggi buffi e grotteschi, racconterà una romantica fiaba dai tratti noir e poetici. Un magico “comò” sarà la porta di ingresso al mondo onirico e misterioso del Principe Mezzanotte, vittima di una maledizione della strega Valeriana che lo condanna a trasformarsi in un essere mostruoso all’incontro con il vero amore. Per sottrarsi a tale destino decide di rinunciare all’amore e di rinchiudersi in un maniero fumoso, dove vivere da solo, triste e malinconico, in attesa che qualcuno sciolga la maledizione. Una notte un gran trambusto lo distoglie dai suoi pensieri: qualcuno è entrato nel suo castello e quel qualcuno è la ragazza che ha sempre sognato e temuto. Come farà a spezzare l’incantesimo senza perdere il suo amore? (Cle)

GALILEO RACCONTATO DA MARCO PAOLINI A IVREA
La storia e il genio di Galileo Galei arriva al Teatro Giacosa di Ivrea il prossimo 1 marzo. Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla storica figura di Galileo con lo spettacolo “Itis Galileo”. Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla vecchiaia, al termine della vita. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non smette mai di pensare per tutta la vita e proprio dopo i sessant’anni compie le scoperte più straordinarie. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. L’obiettivo di Paolini è quello di coinvolgere il pubblico con questo spettacolo teatrale facendone parte attiva di un processo di conoscenza e non un semplice spettatore. (Red)

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