(22 feb) Sulla base delle rilevazioni Ocse, l’Italia occupa per spesa in educazione universitaria in rapporto al PIL il 32° posto su 37 Paesi considerati. L’Italia investe appena l’1,0% del proprio PIL nel sistema universitario contro una media Ue dell’1,5% e una media Ocse dell’1,6%. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ha conosciuto una contrazione delle risorse tanto da essere, per il 2013, inferiore all’ammontare delle spese fisse a carico dei singoli Atenei. Anche il numero di chi accede a un titolo di studio universitario, in Italia, è decisamente sotto la media Ocse, le cui rilevazioni riferite al 2010 collocano l’Italia al 34° posto su 36 Paesi considerati. La spesa per il diritto allo studio ha subito un andamento contrario a ogni dichiarazione di principio: il fondo nazionale disponibile per finanziare le borse di studio tra gli anni 2009-2011 ha subito una riduzione che ha comportato una diminuzione degli studenti che hanno usufruito della borsa dall’ 84% al 75% degli aventi diritto. Secondo i dati Miur (Anagrafe Nazionale degli Studenti), gli
immatricolati sono scesi da 338.482 (nel 2003-2004) a 280.144 (nel 2011-2012), ciò che significa un calo di 58.000 studenti pari al 17% degli immatricolati del 2003, come se in un decennio fosse scomparso un Ateneo grande come la Statale di Milano con tutti i suoi iscritti. La diminuzione degli immatricolati è solo in minima parte compensata dalle iscrizioni di studenti stranieri, il cui numero, nel periodo 2003-2012, ha conosciuto una crescita costante, passando da 8.252 a 11.510.
http://www.cun.it/media/118417/dichiarazione_cun_su_emergenze_sistema.pdf