Rinnovo e riforma dei Comites, strenua difesa della Circoscrizione Estero, cittadinanza. Sono questi i punti nodali sui quali si sono concentrati i lavori dell’ assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’ Estero. Che ha strappato al ministro degli Esteri Emma Bonino, intervenuta ai lavori nella giornata di ieri una grande promessa: le elezioni per il rinnovo dei Comites (bloccati ormai da dieci anni) entro il prossimo marzo-aprile. “Abbiamo chiesto che già da settembre si inizino le procedure, ieri il ministro sostanzialmente ha dato il proprio consenso – spiega al termine dei lavori il segretario generale Elio Carozza – e ha aggiunto qualcosa di importante ricordando che nel secondo semestre 2014 ci sarà la presidenza italiana nell’ Unione Europea e che non vi dovranno essere impedimenti” in sostanza “un’ ulteriore conferma che le elezioni avverranno nel primo semestre”. L’ ipotesi più probabile è che si terranno con modalità telematica. “Dovremo verificare il regolamento di attuazione della legge sulle modalità di voto, tuttavia bisogna che diano stesse garanzie e assicurano stessa garanzia”. Poi c’è la questione della Circoscrizione estero, la cui esistenza è stata messa in dubbio dal documento dei saggi, e alla quale si intreccia l’ ambito più complesso delle riforme costituzionali. “Difenderemo la circoscrizione estera – spiega Carozza – dobbiamo trovare il nostro posto all’ interno del nuovo Senato dei territori o delle Regioni, ma non si può immaginare di non avere anche una presenza nella Camera dei deputati, che sarà poi quella che dà la fiducia al governo. Inizieremo già da domani i contatti con i saggi, con le commissioni Affari costituzionali e con il ministro per partecipare in maniera attiva al percorso delle riforme”. L’ ipotizzata riforma del Cgie (“più urgente di quella dei Comites”) non può comunque essere slegata da quella costituzionale: per assurdo, ragiona Carozza, “se la rappresentanza degli italiani all’ estero venisse aumentata, si potrebbe perfino ipotizzare una soppressione del Cgie. Altrimenti, la rappresentanza venisse cancellata, dovrebbe essere rafforzato perfino anche con poteri costituzionali”. Di grande attualità il dibattito sulla legge sulla cittadinanza, che si è riverberato anche sul Cgie. “Abbiamo convenuto che ius sanguinis e ius soli vanno insieme, sono legate ambedue al principio di cittadinanza. Abbiamo voluto dare il segnale di quanto sia importante lo ius soli nelle politiche di integrazione”. Il futuro poi si chiama ‘ nuove mobilità’, un fenomeno “tanto importante quanto sconosciuto e da monitorare: sarà uno degli argomenti nelle prossime continentali per poter poi fare il punto nella plenaria di novembre”. Sembra rilanciato anche il rapporto con governo e Farnesina, con il passaggio alla coppia Archi-Bonino. “E’ molto positivo che il ministro abbia riconosciuto il Cgie come interlocutore formale e ribadito che la questione degli italiani all’ estero verrà considerata parte integrante – spiega Carozza – Credo che in questa riforma il Cgie sarà molto aperto, ma rigidissimo sul diritto di cittadinanza legato all’ effettività del voto: chiunque metterà mano alla riforme dovrà tenerlo presente”. (Sis – 28 giu)