Torino, 12 nov – Ancora attuale, in Italia, il dibattito sulle incretine, l’innovativa classe di farmaci antidiabetici, che secondo i risultati di alcuni studi sarebbero implicate nell’aumento del rischio di pancreatite, l’infiammazione del pancreas. Questi risultati sono già stati confutati dalla comunità medica internazionale e, a fine luglio scorso, da una presa di posizione chiarificatrice dell’Agenzia europea del farmaco, la quale ha terminato la propria indagine, concludendo che non sussiste alcun nuovo motivo di preoccupazione circa la sicurezza dei farmaci antidiabetici che agiscono sul sistema delle incretine, ovvero i GLP-1 agonisti e gli anti DDP-4. Ecco arrivare, pubblicato oggi online su The Lancet Diabetes & Endocrinology, lo studio tutto italiano che segna un importante ulteriore punto a favore delle incretine. Si tratta del primo studio su questo fenomeno condotto in Europa e del primo al mondo che analizza una popolazione ‘non selezionata’, ossia il comportamento nella vita reale. Il gruppo guidato da Carlo B. Giorda, direttore Unità diabete e malattie metaboliche ASL 5 Torino e presidente Fondazione Associazione Medici Diabetologi (Amd), ha analizzato la banca dati di 280mila persone con diabete assistite dal Servizio sanitario in Piemonte, rilevando che l’impiego delle incretine, nei 6 mesi precedenti ad un ricovero per pancreatite acuta, non aveva alcuna relazione con l’aumento del rischio di malattia.
(red)