Non se l’aspettava. E non l’ha presa per niente bene. E così, il giorno dopo la bruciante esclusione dal Mondiale, Giuseppe Rossi si è sfogato. L’ha fatto tramite twitter, lasciandosi andare a qualche frecciatina polemica verso il commissario tecnico, lui che dal ct era sempre stato lodato (e a ragione) per il carattere tranquillo e il grande equilibrio mentale. “Tutti dicono ‘fuori forma’: chiedete a chiunque i valori dei test in settimana e della partita. Vi stupirete. Contrasti? Paura? Che ridere…” scrive Pepito. Che insiste: “Arrivo col pensiero prima del difensore. Prossima volta, da dilettante, aspetto il difensore per prendere calci. Piccole precisioni a cui tenevo. Dopo di questo, forza Azzurri!”. Un modo abbastanza forte per andare contro le considerazioni che evidentemente ha tirato Cesare Prandelli, insieme al suo staff, dopo aver visto Rossi in azione nel test, non proprio incisivo, contro l’Irlanda. Test nel quale Rossi non ha brillato, ma che aveva convinto il giocatore di essere ormai nei 23, se non altro per il fatto di essere partito titolare. Prandelli però lo ha bocciato: non tanto per l’aspetto atletico, quanto per quello psicologico, avendo visto un Rossi ancora ‘impaurito’ dai contrasti.
ANCHE UN CASO DESTRO? – Le scelte del ct, in attacco, sono dunque cadute sui più bizzosi ma pronti Balotelli-Cassano, sui torinisti Immobile e Cerci e su Lorenzo Insigne, che in questi giorni è riuscito a scavalcare sia Rossi che Mattia Destro. Proprio sul centravanti della Roma pesa l’altro strascico polemico del post-convocazioni: si vocifera infatti di un rifiuto di Destro a partire per il Brasile da riserva, come Ranocchia tra i difensori, ma l’attaccante sempre via twitter nega: “Per quanto ovviamente dispiaciuto, non ho mai rifiutato alcun ruolo nella Nazionale”. L’amichevole con l’Irlanda, nella sua pochezza, aveva dato a Prandelli altre indicazioni decisive: innanzitutto il forfait obbligato di Montolivo, uscito con una tibia fratturata, che ha promosso automaticamente Aquilani e Parolo dentro il gruppo; quindi le ottime prove di Verratti e Darmian, con il secondo che ha superato in extremis Maggio e Pasqual tra gli esterni. Escluso anche l’italo-brasiliano Romulo, anche lui arruolabile tra gli esterni, ma il virgolettato del calciatore del Verona raccolto dal Corriere della Sera, se confermato, lascerebbe spazio a un ulteriore caso: “Prandelli mi aveva inserito tra i 23, gli ho risposto che ero al 70 per cento: non mi sembrava giusto che un compagno restasse fuori stando bene”. (Sis – 2 giu)