Irene Giardina e Andrea Cavagna, due giovani fisici del Cnr che ora insegnano a New York, osservano da anni il volo degli uccelli che – raggruppati in enormi stormi – compiono al tramonto evoluzioni complicatissime e spettacolari nel cielo di Roma. I due studiosi hanno scoperto che ogni uccello si muove interagendo solo con gli individui a lui vicini nello spazio, senza avere nessuna cognizione della struttura globale del gruppo. È più appropriato, dunque, parlare di comportamento collettivo, piuttosto che di intelligenza collettiva.
Ampliando la prospettiva, i due fisici notano (in un saggio che si può leggere sul sito della Treccani) che il comportamento collettivo autorganizzato è diffuso anche nel contesto dei fenomeni sociali ed economici, e citano ad esempio la formazione di trend e flussi di opinione, il conformismo imitativo di massa e la creazione di bolle speculative nei mercati finanziari.
In molti di questi esempi, come nel caso dei gruppi animali, ogni individuo agisce sulla base di un’informazione puramente locale e molto limitata, senza avere alcuna nozione del comportamento del gruppo. Per concludere: consapevolezza zero, libertà quasi zero, ma grandi vantaggi pratici – a cominciare dalla sopravvivenza – se si è in grado di mantenere la coesione di fronte all’assalto dei rapaci.
Sembra la parabola dell’euro. (9 lug)