(25 ago) “Un occidentale che va in India ha tutto, ma non dà niente. L’India, invece, che non ha nulla, in realtà dà tutto” scriveva Pier Paolo Pasolini negli anni Sessanta. Oggi, però, il colosso asiatico ha tanto da dare non solo in termini di ricchezza culturale e spirituale, ma anche economica, complice la crescita degli ultimi anni. Non è un caso che l’università e le imprese del territorio di Modena e Reggio Emilia guardino all’India nei loro percorsi di internazionalizzazione. Muove in questa direzione il Memorandum of Agreement siglato tra Unimore e Amity University di New Delhi, che si inaugura con la realizzazione di una Summer School che ha lo scopo di conoscere meglio la realtà socio-economica e culturale del Paese. “Il mercato indiano – afferma il prof. Tiziano Bursi, docente di Marketing internazionale dell’Università di Modena e Reggio Emilia – per le sue dimensioni e potenziale di sviluppo rappresenta una delle mete sempre più frequentate dalle imprese manifatturiere emiliane. E’ un mercato che presenta forti tratti di specificità sul piano strutturale, delle regole e delle logiche competitive. Questi tratti rappresentano altrettante barriere sia in termini di distanza fisica e, ancor più, di distanza culturale. Barriera, quest’ultima, che si supera solo attraverso una buona conoscenza del mercato, una stabile presenza ed una efficace integrazione con il contesto locale. Questo processo di ‘ambientazione’ – sottolinea il docente – richiede alle nostre imprese di dotarsi di risorse umane con un profilo di conoscenze e competenze adeguate per muoversi in un ambiente così differente dal nostro, sia dal punto di vista politico-economico che da quello sociale”. (Red)