Seguire il memorandum di Minsk, tenere elezioni nella regione di Donetsk sulla base della legge ucraina, definire i parametri principali del contratto sul gas. Sono questi i tre punti dell’accordo di massima raggiunto tra Russia e Ucraina nel summit svoltosi in prefettura a Milano fra Putin, Poroshenko e i leader europei, Renzi, Merkel, Hollande e Cameron. E pensare che i negoziati erano partiti in salita. Inizialmente molto distanti, soprattutto, le posizioni del leader russo e della cancelliera tedesca. Quest’ultima, a un certo punto, aveva ammesso: “Per ora non vedo purtroppo aperture da Putin”. Poi è arrivata la svolta, con Vladimir Putin che definisce “buono” l’esito dei colloqui. Secondo le delucidazioni fornite da Poroshenko, i tre punti dell’accordo sono questi: “Primo è quello di seguire fermamente il memorandum di Minsk” sulla pacificazione del territorio, “concentrando gli sforzi su come implementare i 12 punti del documento”. In secondo luogo “le elezioni nell’Est che devono avere luogo nei territori previsti dal protocollo di Minsk come chiesto il 19 settembre”. In terzo luogo, ha aggiunto, “ci sono stati dei progressi sulla regolazione del gas dove abbiamo concordato i parametri principali del contratto”. “Abbiamo fatto un passo avanti, anche se ci sono delle differenze”, ha commentato Matteo Renzi, che ha sottolineato l’importanza di ridare “speranza” all’Ucraina, ma anche “coinvolgere di nuovo la Russia nella situazione internazionale. Il mio punto di vista, ma non solo, è che il ruolo della Russia può essere molto importante in molti campi”. Intanto ieri, dopo il bilaterale con la Merkel, Putin si è recato a far visita a Silvio Berlusconi nella villa in via Rovani a Milano. Una visita a un’ora tarda, intorno alle due del mattino. (17 ott – Asc)