“Il cavaliere ricompatta i suoi”, hanno titolato agenzie e giornali dopo l’ennesimo vertice di Forza Italia. Ma è un titolo che si ripete identico tutti i giorni da molti mesi, e dunque testimonia il contrario di quello che annuncia.
La verità, o qualcosa che le assomiglia, l’ha scritta sul Sole 24 ore il politologo Roberto D’Alimonte: ormai gli interessi di Berlusconi non coincidono più con quelli di Forza Italia. Da una parte ci sono i suoi interessi di imprenditore, dall’altra quelli del partito che lui ha fondato.
Oggi – scrive D’Alimonte – la Mediaset di Berlusconi è come la Fiat di una volta: non può che essere governativa. Sono troppi i rischi legati alla regolamentazione del settore delle tv e delle tlc in un momento in cui tutto sta cambiando e il centrodestra non ha la possibilità di vincere le prossime elezioni. E poi c’è il legittimo desiderio di Berlusconi di non finire ai margini delle decisioni politiche che contano, a cominciare dal Quirinale. Insomma dal suo punto di vista Berlusconi ha ragione a voler mantenere un buon rapporto con Renzi. Il problema è che il suo partito non ne vuole pagare il prezzo.
Tra i prezzi da pagare al patto del Nazareno, D’Alimonte cita la nuova legge elettorale con il premio alla lista invece che alla coalizione, ma è probabile che il prezzo più alto pagato da Forza Italia sia il crollo di consensi registrato da tutti i sondaggi. Una tendenza che – se non si inverte – mette a rischio la sopravvivenza di un intero ceto politico.
Nessuno può dire, dunque, per quanto tempo ancora Berlusconi riuscirà a ricompattare i suoi. (13 nov)