(4 dic) “Il nostro viaggio aveva come obiettivo il consolidamento di rapporti ormai decennali con le istituzioni irachene. Come prima tappa siamo partiti da Baghdad, dove, grazie al supporto della sezione culturale dell’Ambasciata Irachena a Roma, abbiamo potuto incontrare, presso il Ministero iracheno dell’Alta Educazione e della Ricerca Scientifica, il direttore generale e il viceministro con l’obiettivo di definire le azioni per favorire l’accesso di studenti iracheni in Italia, e soprattutto a Firenze”. A parlare è Matteo Barbari, direttore del Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università degli studi di Firenze. Barbari – come si legge sul sito dell’ateneo toscano – è stato in Iraq nei giorni scorsi insieme all’assegnista di ricerca Giuseppe Rossi. Al centro della missione i rapporti fra l’ateneo toscano e l’Iraq. Numerosi sono i settori in cui sono sorti in questi anni gli scambi e le collaborazioni: dal 2005 ricercatori dell’Università di Firenze sono protagonisti di importanti progetti di cooperazione internazionale, nel campo dello sviluppo agro-zootecnico e della gestione delle risorse idriche. Nuove prospettive si aprono ora per favorire l’accesso di studenti dell’Iraq in Italia, e in particolar modo all’Università di Firenze, con finanziamento iracheno. A Baghdad Barbari ha incontrato anche i rettori dell’Università di Baghdad e di Alnahrain, entrambi interessati a stipulare accordi di collaborazione culturale e scientifica con l’ateneo di Firenze. “Questi contatti – spiega Barbari – si inseriscono nel quadro del recente accordo stipulato con il Ministero”. “Sono già 35 i visiting professor che abbiamo ospitato” precisa il profesore. Nel suo viaggio iracheno, Barbari è sceso anche nel sud del Paese, incontrando i rettori delle Università del Dhi Qar (Nassiriya), dove già esiste dal 2007 un accordo col dipartimento fiorentino Gesaaf, e di Bassora, dove è stato, invece, stipulato un nuovo accordo e sono stati definiti i calendari delle visite in Italia di due nuovi gruppi di visiting professor. (red)