(19 feb) La Prima guerra mondiale ha segnato profondamente la storia politica, sociale, economica e culturale del nostro e degli altri Paesi coinvolti nel conflitto: un ciclo di manifestazioni organizzato dall’Istituto italiano di cultura di Budapest illustra gli eventi che hanno portato alla Grande guerra, cosa questa abbia rappresentato e come abbia inciso sulle popolazioni interessate. Mercoledì 25 febbraio, presso la Sala Federico Fellini dell’Iic (ore 18), l’appuntamento è dedicato al tema “La letteratura e la Grande guerra”: partecipano József Pál (Università di Szeged), Luigi Tassoni (Università di Pécs) e Anikó Fázsy (traduttore e caporedattore della rivista Nagyvilág). L’evento è organizzato con il patrocinio del Comitato nazionale italiano per le Celebrazioni del Centenario della Prima guerra mondiale e del Comitato commemorativo ungherese del Centenario della Prima guerra mondiale e in collaborazione con l’Istituto del XX Secolo. “La tragica esperienza della Grande guerra – si legge nella nota di presentazione dell’Iic – lasciò un segno profondo nella produzione letteraria di tutti i paesi coinvolti, anche perché molti furono i poeti e gli scrittori che vi parteciparono in prima persona come soldati. Molti si trovarono in prima linea, Scipio Slataper, Pietro Jahier, Ardengo Soffici, Giuseppe Ungaretti, Gabriele D’Annunzio ecc. E alcuni – Carlo Michelstaedter – vi persero anche la vita”. L’incontro sarà preceduto dalla proiezione del documentario “Nazionalismo e violenza” (ciclo “La Grande guerra / La tragedia della modernità” realizzato dalla Rai) che descrive le cause che portarono allo scoppio del conflitto e, in particolare, il ruolo dei nazionalismi. (Red)