(28 apr) Mentre in Italia si parla tanto alimentazione e nutrizione (è ormai iniziato il conto alla rovescia per il più grande evento mai realizzato sul tema, l’Esposizione Universale di Milano 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”) oltreconfine l’Istituto italiano di cultura di Buenos Aires si prepara ad ospitare un appuntamento legato alla tradizione agroalimentare e gastronomica. A proporre la conferenza dal titolo “Sapori e aromi… perduti? Ieri e oggi nelle tradizioni alimentarie degli immigranti italiani e i loro discendenti” è lo stesso Iic in collaborazione con l’Associazione Incontro (rete di donne professioniste italoargentine). Oggi – nell’era della globalizzazione – corriamo il rischio di perdere alcuni “sapori” di un tempo. Me se è vero che il recupero della storia, delle radici, dei profumi e delle tradizioni passa anche per la tavola è bene riflettere su quanto la cucina e il cibo aiutino a conservare l’identità di una terra e di un popolo. Di questo e di molto altro ancora si parlerà nel corso della conferenza di giovedì 21 maggio che vedrà protagonista Claudia Forgione, antropologa e vice segretaria dell’Associazione Incontro. Non si parlerà però solo di tavola ma anche di emigrazione e immigrazione: la conferenza sarà, infatti, un’occasione per illustrare – da un punto di vista antropologico culturale – la forma in cui avvenne il processo dell’alimentazione e della preparazione dei cibi nel contesto dell’immigrazione italiana in Argentina. Una terra non solo straniera, con una popolazione locale dall’identità ben definita, ma anche punto di arrivo di immigranti provenienti da altri paesi. Un momento dunque, per riflettere oggi su ciò che ancora è rimasto di quei sapori e aromi, tenendo conto delle misture, incroci e influenze che, nel corso del tempo, sono proprie della gastronomia in generale, determinando la sua produzione, elaborazione e consumazione, nonché il suo carattere estetico. (red)