Roma, 21 mag – “Siamo in Libia e intendiamo restarci , nonostante le minacce del terrorismo. Le nostre piattaforme offshore sono a 120 chilometri dalla costa , e per quegli impianti non abbiamo timori sulla sicurezza. Diverso è il caso delle infrastrutture che abbiamo a terra. Il pozzo di Abu-Attifel è chiuso da un anno e mezzo, gli altri invece lavorano. Per ogni struttura abbiamo aumentato però gli standard di protezione e predisposto un piano di fuga del personale”. Lo afferma l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi in una intervista a Repubblica.