(16 giu) “La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, o ci credi o non ci credi!”. E’ una battuta di Nicola Palmieri – ovvero Rocco Papaleo – nel fortunato film del 2010 “Basilicata Coast To Coast”, pellicola che ha visto per la prima volta l’attore potentino anche dietro la macchina da presa. Che la Basilicata esista si sa. Tuttavia forse non tutti sanno quanto questa regione sia amata e apprezzata nel mondo. A ricordarlo però ci pensa oggi la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) della Basilicata che mette in luce i dati “incoraggianti” che arrivano dall’Istat. La Cia in particolare, sottolinea “il successo dell’export del ‘made in Basilicata’ che nei primi tre mesi dell’anno registra il 145% in più nei Paesi Ue e il 22% in più nei Paesi extra Ue”. Ma non è questo l’unico dato interessante: “Nel grande successo dell’export non ci sono solo i nuovi modelli di auto prodotti a Melfi ma ci sono anche l’aglianico del Vulture che arriva negli Usa e in Giappone, le fragole del Metapontino vendute in Germania e Belgio, i mercati di nicchia del pecorino di Moliterno e del caciocavallo e degli insaccati” spiega infatti la Cia. Da evidenziare, inoltre, è il fatto che “tra le attività economiche, quella agricola è la terza voce in termini di crescita percentuale (+7,8%) dell’export ‘made in Italy’, dietro soltanto ai mezzi di trasporto e ai prodotti per il trattamento dei rifiuti, mentre l’alimentare (+5,8%) è la terza ‘potenza’ tra le attività manifatturiere”. “La Basilicata – conclude la Confederazione Italiana Agricoltori della regione – con un giro di export alimentare tra i 20 e i 22 milioni di euro l’anno è un ‘giacimento’ di specialità alimentari di qualità: appartengono infatti alla regione 77 prodotti agroalimentari DOP e IGP. Numeri incoraggianti per un settore che, sempre con più convinzione, sta raccogliendo la sfida dell’internazionalizzazione”.(red)