ROMA: “TEATRI DI GUERRA”
Al centro del progetto espositivo “Teatri di guerra”, fino al 3 ottobre alla Ars Art Gallery Arion in piazza Montecitorio a Roma, vi è il tema della guerra, letta attraverso lo sguardo di artisti e fotografi del Novecento. Quadri, sculture, ceramiche, fotografie e oggetti d’epoca, che raccontano scene e paesaggi delle due Guerre mondiali. La mostra è costituita da un corpo centrale con opere provenienti dalla Collezione Jacorossi (tra gli altri, sono esposti lavori di Amerigo Bartoli Natinguerra, Floriano Bodini, Giovanni Costantini, Duilio Cambellotti, Gino Severini, Arturo Martini, Giulio Turcato) e da due progetti fotografici collaterali posti in dialogo con la serie di incisioni Gott mit uns, di Renato Guttuso. La mostra War Landscapes. Paesaggi di guerra del giornalista Alfredo Macchi – propone, fino al 12 settembre, una selezione di fotografie in bianco e nero, realizzate nelle più importanti zone di conflitto del mondo. Dal 14 settembre, invece, sarà visibile la mostra Ritratti di guerra di Pasquale De Antonis. Si tratta di una serie di fotografie di soldati americani, inglesi e tedeschi scattate dal fotografo nel suo studio, nel corso degli anni ’40. Chiude il percorso espositivo – intervallato dai volumi della libreria – la sezione Gli oggetti raccontano il ‘900, dedicata al tema della memoria: fotografie, piccoli arredi, oggetti di design, arti applicate e curiosità che abbracciano l’intero secolo fino ai nostri giorni. (red)
PRATO: PIAZZA DELL’IMMAGINARIO
Piazza dell’Immaginario è un progetto che nasce nel 2014 dalla volontà di rendere migliore e più accogliente il quartiere dove Dryphoto arte contemporanea ha sede e nel quale é condensata, in una piccola superficie, un’ampia diversità di culture, realtà, ambienti socioeconomici, interessi e necessità. Nell’edizione 2015, allestita fino al 30 settembre, opere di Francis Alys, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani- Surace e Bert Theis si aggiungono ai lavori di Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa e del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space installati nel 2014. Il percorso espositivo si estende nel quartiere e occupa nuovi spazi attraverso installazioni permanenti, interventi site-specific e azioni. Attraverso l’installazione permanente di opere site-specific e fotografie di grande formato stampate su PVC, il tessuto urbano si trasforma e con esso le aspettative, i ricordi e i desideri legati agli spazi coinvolti. (red)
MILANO: I DIGITAL WALL DI PLESSI
La sede di Banca Generali Private Banking, a Milano, ospita fino al 30 settembre la mostra Digital wall che segna un’importante evoluzione stilistica nel lavoro di Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940), tra i più conosciuti e apprezzati artisti italiani a livello internazionale. Le sue opere occupano interamente gli spazi della banca milanese, attraverso l’installazione di veri e propri muri digitali. Come lampi trasferiti in verticale sul muro, gli schermi (100x60x4 cm ciascuno) sono montati come grandi mosaici e rimandano filmati appartenenti alla sua cifra espressiva più tipica, legata ai temi dell’acqua, del fuoco, della lava. La novità di Digital wall risiede nello spogliare totalmente gli schermi da ogni supporto, liberandoli da ogni struttura e togliendoli, di fatto, da ogni teatralità che ha contraddistinto, finora ogni lavoro di Fabrizio Plessi. (red)
MILANO, FAME E GUERRA IN AFGHANISTAN
Si tiene fino al 6 ottobre, nel cortile di New Old Camera, la mostra del fotoreporter Franco Pagetti “Della fame e della guerra” che raccoglie una selezione di fotografie che hanno per protagonista il cibo nelle sue più svariate accezioni: come scambio, cultura, convivio, ma anche causa di disperazione. La mostra si aggancia al tema di Expo Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Le fotografie, scattate in Afghanistan tra il 1998 e il 2001 – prima dell’attacco alle Torri Gemelle – rappresentano momenti collaterali all’immediata violenza della guerra: la distribuzione di razioni alimentari, la produzione del pane, tende adibite a cucine. Pagetti tratta con rispetto il tema dell’alimentazione come causa di disperazione, offrendo una lucida riflessione sul doloroso binomio tra cibo e guerra. Pagetti, che vive tra Milano e New York, dal gennaio 2003, tre mesi prima dell’invasione di Baghdad, e sino alla fine del 2008, ha lavorato in Iraq in qualità di corrispondente per conto di Time Magazine. È stato l’unico fotografo italiano presente a Baghdad nel 2003 e uno dei pochi a risiedere permanentemente in Iraq sino al 2008. Oltre alla collaborazione con Time Magazine, Pagetti può vantare numerose collaborazioni con Newsweek, New York Times, The New Yorker, Stern e Vogue America. I suoi servizi appaiono con regolarità su Le Figaro Magazine, Paris Match, Le Monde, The Times of London, The Independent, Foreign Policy e sul mensile di fotogiornalismo Days Japan. (red)
A LONDRA IL “BACIO ETERNO” DI VEZZOLI
Fino al 3 ottobre Francesco Vezzoli espone alla galleria Almine Rech di Londra “Eternal Kiss”, una scultura appositamente creata per lo spazio espositivo londinese dal 44enne artista bresciano, tra i maggiori esponenti dell’arte contemporanea a livello internazionale. “La più antica scultura di un bacio in atto” spiega lo stesso artista italiano che per realizzarla ha comprato all’asta due opere di epoca romana, una testa di uomo di marmo e il ritratto di un donna per poi restaurarli e “ricostruire un bacio immaginario da duemila anni fa”. (red)
