Roma, 23 dic – “La mafia non smette di essere uno dei ‘marchi’ italiani più conosciuti al mondo. Un brand che sfrutta gli stereotipi del nostro Paese per aumentare le vendite. Succede in tutto il mondo. Uno dei casi più eclatanti in Spagna, con la catena di ristoranti ‘La Mafia se sienta a la mesa’, ossia ‘La Mafia si siede a tavola’. E proprio da questa rete di ristoranti in franchising arriva l’ultima novità del marketing in salsa cliché. Infatti, poche settimane fa la società di ristorazione ha promosso un’offerta commerciale in collaborazione con Coca-Cola che mette addirittura in palio un viaggio “nell’Italia del Padrino”. Un esplicito – l’ennesimo – accostamento Italia-mafia, che non è piaciuto a Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Partito democratico e membro della Commissione Parlamentare Antimafia: “Ho presentato la terza interrogazione parlamentare contro la catena di ristoranti spagnoli ‘La Mafia se sienta a la mesa’”, fa sapere la senatrice tramite LaMeglioItalia.it, un portale, frutto della sua iniziativa, interamente dedicato alla cultura della legalità. Le prime due le aveva già presentate nel settembre del 2014, senza però ottenere risposte concrete, né tantomeno provvedimenti del governo spagnolo contro la scelta di comunicazione dell’azienda. “Nella mia interrogazione di ieri ho ribadito, ancora una volta, che la mafia non è da considerarsi un problema esclusivamente italiano. La mafia è presente ovunque, è una metastasi che tocca tutti gli Stati europei, Americani e in definitiva del mondo intero. Ed è vergognoso che si continui a stressare lo stereotipico binomio mafia-Sicilia”, ha spiegato la senatrice. “La lotta alla mafia – continua Ricchiuti – deve essere una lotta, se non mondiale, almeno europea. Bisogna smettere di divulgare i valori o il lessico mafiosi, l’Unione Europea non deve lasciare l’Italia da sola, perché la mafia non si combatte solo con gli arresti, ma anche con le idee e con l’assistenza a quelle persone che sono in difficoltà economica”.
(PO / red)