Parenti e amici sono ancora il principale canale per trovare un lavoro in Italia. Un terzo degli occupati dichiara di aver ottenuto il proprio impiego grazie all’intervento diretto delle reti informali di familiari e conoscenti. Considerando la più ampia dimensione degli aiuti indiretti durante la fase di ricerca del lavoro, tali reti vengono coinvolte nel 60% dei casi. I servizi per il lavoro, pubblici e privati, svolgono un ruolo di intermediazione diretta molto contenuto. Solo il 3,4% degli occupati ha trovato lavoro attraverso i Centri per l’impiego (Cpi) e il 5,6% mediante le Agenzie di lavoro interinale. Tuttavia la funzione di Cpi e Agenzie è ben più rilevante nell’intermediazione indiretta: tra gli occupati, il 33% si è avvalso degli operatori pubblici mentre cercava lavoro e il 30% ha avuto il supporto delle Agenzie. E’ quel che emerge dai dati Isfol-Plus 2014 resi noti in un research paper appena pubblicato, di cui una prima anticipazione sul confronto delle perfomance tra gli operatori pubblici e privati è stata fornita alla stampa la scorsa settimana, nel quadro di una serie di uscite programmate dall’Istituto in tema di servizi per l’impiego. (red – 30 mag)
