(31 maggio 2016) Unimore (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) è capofila del progetto europeo Hercules, il cui ambizioso obiettivo è realizzare architetture real-time ad alte prestazioni per sistemi autonomi di prossima generazione. I moderni sistemi di aiuto avanzato alla guida (ADAS), di sicurezza attiva, e di guida semi-autonoma già oggi richiedono l’elaborazione in tempo reale di elevate quantità di dati provenienti da sensori eterogenei, quali telecamere, radar, GPS, sensori inerziali, ecc. Nel prossimo futuro, i sistemi di guida autonoma porteranno all’estremo tali richieste di calcolo in tempo reale, aumentando ulteriormente i requisiti computazionali delle centraline di calcolo presenti sui nostri veicoli, richiedendo maggiori garanzie sulla correttezza e la tempestività delle operazioni da svolgere al posto dell’essere umano. Si pensi a cosa potrebbe succedere se un sistema di guida autonoma non facesse in tempo ad elaborare l’azione da eseguire in corrispondenza di una frenata improvvisa del veicolo precedente, o dell’attraversamento repentino di un pedone. Per ovviare a questi problemi, i sistemi prototipali di guida autonoma attualmente messi a punto dai maggiori OEM, ovvero Original Equipment Manufacturer, in ambito automotive (Mercedes, Audi, Toyota, Volvo) e da nuovi attori provenienti da domini eterogenei (Google, Apple, Tesla) fanno uso di piattaforme computazionali particolarmente complesse, che elaborano ogni secondo migliaia di miliardi di operazioni (TeraFlops) sulla base delle immagini provenienti da decine di telecamere e da costosi dispositivi di puntamento laser (lidar). Oltre che costosi, tali sistemi sono spesso piuttosto ingombranti, arrivando ad occupare una porzione significativa del bagagliaio del veicolo, richiedendo kiloWatt di potenza per il loro funzionamento. Questi inconvenienti hanno determinato la decisione di promuove a livello europeo il Progetto HERCULES, il cui obiettivo è ridurre in maniera significativa le dimensioni, il costo ed il consumo di potenza di tali sistemi di guida autonoma, sfruttando piattaforme di elaborazione di prossima generazione basate su sistemi con migliaia di core, ovvero nuclei operativi, sullo stesso chip (many-core), e fornendo garanzie di tempo reale laddove un eventuale fallimento nell’elaborazione dei dati non solo non sia auspicabile, ma metterebbe potenzialmente a rischio vite umane. (red)