(1 luglio 2016) Il Made in Italy da sempre è sinonimo di eccellenza, qualità, tradizione. A fare invidia agli stranieri però non c’è solo l’arte culinaria di Bottura e i prodotti esportati in tutto il mondo come lambrusco, parmigiano-reggiano, aceto balsamico. Ora si aggiungono i significativi risultati delle ricerche che da anni il Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (nel quale è confluito il Dipartimento di Scienze Agrarie della sede di Reggio Emilia) conduce sui prodotti alimentari più noti del territorio, i quali hanno evidenti e significative ricadute soprattutto dal punto di vista economico e della sicurezza alimentare. Il laboratorio di via Kennedy a Reggio Emilia, dove sotto la guida del prof. Andrea Pulvirenti un assegnista, cinque dottorandi e tre unità a contratto con il CNR (un ricercatore e due assegnisti) conducono sperimentazioni e studi sulla sicurezza alimentare, è diventato ormai un punto di riferimento a livello europeo per quanti operano in questo campo. Tanto che anche l’Università Agroalimentare di Caen, nella regione francese di Normandia, ha chiesto ai ricercatori Unimore reggiani di organizzare una summer school estiva alla quale inviare i suoi 14 studenti più meritevoli, iscritti ad un corso di laurea in tecnologie alimentari, parallelo al corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e degli alimenti, istituito con successo da anni presso l’ateneo modenese-reggiano. “L’intero progetto – afferma il prof. Andrea Pulvirenti di Unimore – è finanziato dall’università francese, che mi ha chiesto di organizzare un corso e visite didattiche alla scoperta delle nostre eccellenze agro-alimentari. Nello specifico parleremo di parmigiano reggiano, e ancora di aceto balsamico e lambrusco”. (red)