Roma, 3 ott – “Ripudiamo i muri fatti di filo spinato e gli atteggiamenti xenofobi, autoritari ed egoistici. A sessant’anni dal Trattato di Roma, per rilanciarsi l’Europa deve riscoprirsi unita nel rispetto delle sue fondamenta, cioè dei diritti e dello Stato di diritto. La solidarietà tra gli Stati membri non è un’opzione. La solidarietà non è “flessibile”, come alcuni pensano. E’ al tempo stesso un’applicazione del Trattato di Lisbona e una responsabilità condivisa, un principio vincolante e un valore fondamentale. Non è certo, ad esempio, rinunciando alla nostra libertà di circolazione, che aumenteremo la nostra sicurezza”. Lo dice il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, al convegno su Ue e Stato di diritto in Senato. Noi vogliamo che la nuova polizia UE di frontiera gestisca i flussi ai confini esterni e si occupi dei ricollocamenti e dei rimpatri, ma vogliamo innanzitutto preservare le vite e i diritti di tutti, a partire dalle persone più in difficoltà, che scappano da guerre e persecuzioni. Vogliamo cioè cose molto, molto diverse da quelle che hanno ispirato e caratterizzato il referendum ungherese di ieri. E su cui la maggioranza assoluta degli ungheresi ha dato una bella prova di buon senso”.