Roma, 28 nov – Oltre un milione di bambini che ha vissuto sotto il controllo dell’ISIS in Iraq non ha potuto frequentare la scuola o è stato costretto ad apprendere secondo un curriculum da essi stabilito, alcuni di loro per più di due anni. È l’allarme lanciato da Save the Children. Secondo i familiari dei bambini che hanno vissuto sotto il dominio dell’ISIS e ora si trovano nel campo di Jad’ah, a sud di Qayyarah, i contenuti estremisti del curriculum di insegnamento erano finalizzati a trasformare i bambini in combattenti, facendo loro un lavaggio del cervello Save the Children ha costruito delle aule temporanee nel campo di Jad’ah, dove vivono oltre 1.000 famiglie, per permettere ai bambini di ricominciare a imparare il prima possibile. Secondo il direttore di Save the Children in Iraq, Maurizio Crivellaro, i bambini sono euforici all’idea di cominciare: “Nessun bambino innocente dovrebbe essere esposto a questo tipo di insegnamenti a scuola. È essenziale riportarli a un ambiente scolastico sicuro e positivo, dove possano iniziare il processo di recupero e ritrovare speranza per il futuro”. Gli insegnanti stanno svolgendo attività ludiche e ricreative con i bambini, prima di procedere con le competenze di base di lettura e di calcolo, per poi introdurre il curriculum iracheno, con il sostegno delle comunità colpite e del Dipartimento dell’educazione di Ninewa. Secondo Crivellaro, alcuni bambini non erano mai andati a scuola prima e necessiterebbero di un sostegno ulteriore: “Tutti i bambini sfollati avranno bisogno di frequentare lezioni informali o di recupero almeno per i primi mesi, prima di poter essere valutati e assegnati a scuole formali a seconda del loro rendimento, come disposto dal Dipartimento dell’educazione”, ”questi bambini hanno già perso una parte troppo importante della loro infanzia”.
(red)