Roma, 1 dic – Il senatore Claudio Micheloni, che risiede nella Svizzera francese, spiega in una intervista a Repubblica perché è l’unico parlamentare del Pd eletto all’estero schierato per il No al referendum: “Io non sono della minoranza del partito e non ce l’ho contro il governo. Ma ritengo che questa non sia una buona riforma della Carta. Riduce la sovranità popolare, comprime l’autonomia del Parlamento e concentra il potere in poche mani”. E su come voterà la comunità italiana nel cantone di Neuchatel afferma: “La mia sensazione è che votino No, come in Italia”. E sostiene quindi che la riforma è negativa per gli italiani all’estero: “Se vince il Sì il Senato non sarà abolito, la rappresentanza degli italiani all’estero invece sì. Avrebbe avuto più senso che le comunità italiane all’estero fossero state presenti anche nel nuovo Senato. Stare solo nella Camera che dà la fiducia al governo trasforma sempre di più il collegio estero in una riserva indiana di seggi da conquistare”. E replica a chi lo accusa di voler difendere il suo seggio: “Chi lo dice è disonesto e in cattiva fede. Ho annunciato da tempo che per me questa è l’ultima legislatura”.
(red)