Per i giovani, specie nel Sud, meglio un lavoro di cittadinanza come quello di cui ha parlato Matteo Renzi, che un mero sostegno al reddito. Lo afferma Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, in una intervista al Messaggero: “Renzi ha parlato di lavoro di cittadinanza: vuol dire fare in modo che tutti possano avere la loro occasione per inserirsi in un’attività. Il problema dei giovani non è solo quello del reddito, è soprattutto avere un lavoro produttivo, che sia motivo di orgoglio, di riconoscimento vero, di identità. E questo vale in particolare nel Mezzogiorno”. Concretamente che significa lavoro di cittadinanza? “Significa prima di tutto politiche per la crescita, come il Masterplan, e per l’inclusione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, come con il Jobs act. Poi dobbiamo guardare ad alcune sperimentazioni interessanti come quelle in corso in tre Regioni, Emilia-Romagna, Friuli e Lazio. Si tratta di politiche attive per la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro che usano risorse del Fondo sociale europeo. E questo sarà uno dei compiti chiave della nuova Agenzia nazionale per le politiche attive, l’Anpal, che a sua volta ha a disposizione una parte del Fse. Il tutto si collega anche con il disegno di legge sulla povertà che sta per essere approvato in Parlamento”. Il ministro spiega anche di contare che al Sud il 2017 possa essere un anno di svolta, con una convenienza a investire per le imprese “che non si vedeva da molti anni”: “Con un emendamento del governo, in Parlamento è stato inserito il rafforzamento del credito d’imposta per gli investimenti. Ci sono buoni motivi per pensare che le imprese lo utilizzeranno in pieno: in questo caso con un tiraggio di 600 milioni l’anno si avrebbe un effetto leva pari a 1,7 miliardi di investimenti privati aggiuntivi. Risorse che si sommano a quelle pubbliche del Masterplan e dei Patti per il Sud. Questo 2017 può davvero essere un anno di svolta. Il credito d’imposta per le imprese va visto insieme alla decontribuzione piena per le nuove assunzioni, che nelle Regioni meridionali è di nuovo in vigore da quest’anno. Una situazione di incentivazione delle attività produttive come non si vedeva davvero da molti anni: questo è uno dei momenti di maggiore convenienza per investire nel Mezzogiorno”. (28 Feb – Red)