Roma, 29 mar – Per quanto riguarda “il Tavolo interministeriale per uno statuto dei lavoratori frontalieri, frutto di una specifica iniziativa del CGIE, dopo la riunione inaugurale tenutasi nell’Ottobre 2016 si è giunti lo scorso 16 marzo al suo secondo appuntamento. L’ambizioso e complesso obiettivo di evitare che una componente significativa ancorché limitata del nostro mondo del lavoro – che contribuisce in misura rilevante allo sviluppo economico dell’Italia e dei Paesi confinanti, – sia oggetto di forme di discriminazione , dovrebbe auspicabilmente tradursi nella creazione di un vero e proprio Statuto dei lavoratori frontalieri’”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola alla plenaria del Cgie alla Farnesina. “Riteniamo – ha continuato Amendola – che la possibilità di godere di una specifica normativa sul lavoro possa consentire di affrontare concretamente le principali problematiche di tale categoria, sotto il profilo della sicurezza e dei benefici sociali e dalla possibilità di applicare ai soggetti interessati la fiscalità diretta”. “Obiettivo del Tavolo è di far si che la mancata residenza dei lavoratori frontalieri nel Paese di lavoro non rappresenti motivo ostativo per consentire nei loro confronti la piena applicazione dei principi della parità di trattamento e della lex laboris loci”, ha concluso Amendola. (Sip)