Roma, 30 mar – Oggi il nodo dei fondi troppo esigui è tornato alla ribalta nella discussione sul decreto 383 che disciplina la scuola italiana all’estero e in quella sull’internazionalizzazione del Sistema Paese. Presente anche Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del ministero degli Affari esteri: direzione che prenderà in mano le competenze in materia di insegnamento di lingua italiana all’estero, che prima erano invece della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero. Con il decreto 383 che disciplina la scuola italiana all’estero “vogliamo aumentare la diffusione del sistema formativo all’estero, aumentare la promozione e consolidarla – ha sottolineato De Luca -. Noi ci siamo mossi prima dell’approvazione del decreto, abbiamo firmato accordi con Serbia, Georgia e ora proveremo con l’Argentina”. A spiegare il decreto 383 è stata Laura Garavini, deputata del Pd eletta all’estero e relatrice del decreto in Commissione Affari esteri. “È un bel caso di attenzione del governo e un prezioso lavoro parlamentare che ha permesso di migliorare il testo del decreto. Abbiamo tenuto conto delle istanze poste da una ricca platea di interlocutori e devo ringraziare il Cgie per averci fornito proposte”. “Questo intervento – ha proseguito la deputata dem – prevede un passo avanti e cioè il ripristino di un numero consistente di insegnanti di ruolo, non l’intero numero ma a partire dall’ as 2018-19 saranno inviati all’estero 50 insegnati ruolo aggiuntivi rispetto ai 624 già previsti”. Gli aspetti migliorativi, secondo Garavini, sono quelli di “aver riconosciuto la figura degli enti gestori, aver recepito gli aspetti importanti per le rappresentanze come il tener conto della programmazione triennale che favorisca un rapporto con gli enti locali, aver tenuto conto delle indicazioni dei Piani Paesi”. (PO / SEGUE)