FUMETTI, MERCURIO LOI: DETECTIVE NELLA ROMA DEI PAPI
Roma, 1825. Per le strade che il papa governa con la severità di un monarca, nelle notti proibite in cui sette e cospiratori si incontrano in gran segreto, passeggia un professore di storia stravagante ed estroso. Il suo nome è Mercurio Loi. Un po’ Sherlock Holmes, un po’ Dr House, Mercurio Loi è un gentiluomo brillante e ironico, un dandy che percorre senza meta precisa le vie della città eterna come un flâneur ante litteram, per dirla con Baudelaire. È un osservatore attento, il professor Loi, e con la sua irrefrenabile curiosità finisce costantemente per essere coinvolto in vicende misteriose, macchinazioni diaboliche, società segrete e persino… fantasmi. Sarà proprio questo detective geniale, con tanto di mantella e bastone da passeggio, il protagonista della nuova attesissima serie firmata da Alessandro Bilotta che Sergio Bonelli Editore porterà in edicola da maggio. Mercurio Loi è nato due anni fa tra le pagine delle Storie, grazie alla penna dello scrittore romano. Ma quel numero solo gli stava troppo stretto e per il suo autore è stato inevitabile seguire il professore per altre avventure, a passeggio tra le nuove pagine che andava via via a visitare. Così, per presentare al meglio questo imprevedibile personaggio, Sergio Bonelli Editore ha deciso di far precedere l’uscita della nuova serie in edicola dalla pubblicazione di “Mercurio Loi”, un volume speciale in grande formato e interamente a colori che sarà presentato alla fiera Romics di Roma (dal 6 al 9 aprile) e al Comicon di Napoli (dal 28 aprile al 1 maggio) alla presenza dell’autore e che propone le vicende narrate nel numero delle Storie da cui tutto ha avuto inizio. Ad arricchire il libro disegnato da Matteo Mosca (in fumetteria dal 12 aprile e in libreria dal 13) ci sarà la copertina di Manuele Fior, autore di fama internazionale per la prima volta alle prese con il mondo Bonelli. Già in questa sua prima avventura Mercurio Loi, con le sue straordinarie capacità deduttive e l’aplomb dei grandi investigatori, si muoverà con l’amico e allievo Ottone in una Roma che vive un’epoca di grandi stranezze, districandosi tra cospiratori e germi di patriottismo carbonaro. Ma saranno alcune morti oscure e inspiegabili a incuriosirlo e il nostro Mercurio seguirà le tracce del fantasma di Beatrice Cenci (1577-1599), la giovane che fu condannata a morte per aver ucciso il padre che le usava violenza e il cui spirito inquieto pare albergare ancora a Castel Sant’Angelo . . . Così, a 440 anni dalla nascita, Beatrice -che ha ispirato autori come Shelley, Stendhal, Alfred Nobel, Artaud e Alberto Moravia ma anche pittori come Guido Reni e fotografi come Julia Margaret Cameron (prozia di Virginia Woolf)- torna protagonista, questa volta di un albo a fumetti. E ci mostra come Mercurio Loi sia una riflessione profonda sul Male, sulla follia e sulla corruzione. Un personaggio capace di affascinare coi misteri che risolve, ma anche di porci davanti ai grandi quesiti di sempre: se sia ancora possibile salvare il mondo -ieri come allora- e cosa siano davvero la paura, l’identità, il potere. E chi siano, infine, gli eroi (e le eroine) capaci di cambiare il corso della storia.
“LE NOTTI BLU” DI CHIARA MARCHELLI
Tutti crediamo di conoscere le persone che amiamo: Larissa e Michele si conoscono da una vita, così come pensano di conoscere Mirko, il figlio che lascia gli Stati Uniti, dove è nato, per vivere in Italia e sposare Caterina: un colpo di fulmine che non hanno mai approvato pienamente. Larissa e Michele sono sposati da oltre trent’anni, vivono a New York, hanno una vita agiata e hanno saputo costruire un rapporto solido, basato sulla cura reciproca, sulle piccole e generose attenzioni e sulle affettuose abitudini della loro quotidianità. “Le notti blu” di Chiara Marchelli (Giulio Perrone editore) racconta, come una sorta di lastra a raggi x, il matrimonio di Larissa e Michele e la loro vita che sembra normalissima, se non fosse per un lutto, un dolore tremendo che accompagna, e regola, le loro esistenze. È una notizia dall’Italia a rompere l’equilibrio che la coppia ha faticosamente costruito. Con una scrittura chirurgica e lucidissima, Chiara Marchelli ci accompagna attraverso i pensieri della coppia e ci svela confessioni che avremmo preferito non ascoltare: segreti ingombranti, dolorosi, che leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che l’autrice ha intenzione di dirci proprio tutto e di tenere con mano ferma tutti i fili di questa storia cha va indietro nel tempo. Chiara Marchelli è nata ad Aosta. Dal 1999 si trasferisce a New York e dal 2004 insegna alla New York University. Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, Angeli e cani (Marsilio) che vince il Premio Rapallo Carige Opera Prima; nel 2007 la raccolta di racconti Sotto i tuoi occhi (Fazi). I suoi ultimi libri sono L’amore involontario e Le mie parole per te (Piemme Open). L’autrice è candidata al Premio Strega 2017 dalla casa editrice.
9/11, LA 25A ORA DEL CINEMA AMERICANO
Nel saggio “9/11, la 25a ora del cinema americano” edito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (Collana Frames) e in questi giorni nelle librerie, Andrea Chimento indaga approfonditamente quanti e quali effetti abbia prodotto la catastrofe dell’11 settembre 2001 nel cinema americano. L’immagine dei due aeroplani che si schiantano contro il World Trade Center è ancora impressa nei nostri occhi e traccia una precisa linea di demarcazione tra un prima e un dopo: il testo analizza come l’11/09 abbia agito attraverso forme e stratificazioni diverse modificando scelte narrative, formali e stilistiche della settima arte e dando il via ad una nuova fase. Partendo dall’esame delle pellicole direttamente coinvolte nella messa in scena degli attentati, il libro si articola in due ampie sezioni: la prima impostata come una diretta sull’“evento”, la seconda incentrata sul periodo successivo all’accaduto. Se nella prima parte l’autore approfondisce come l’evento sia stato rappresentato dal cinema di finzione, particolarmente da quello di genere, attraverso metafore e simbolismi indiretti e profondi, nella seconda emergono i nuovi modelli di raffigurazione dei cambiamenti, degli stati d’animo e delle (in)certezze da parte del cinema americano: da una parte il “trauma”, nel senso più pieno del termine derivante dall’attacco e dall’altra la crisi di identità che ne è successivamente scaturita. Andrea Chimento è nato a Milano nel 1985. Da sempre appassionato di cinema, ha conseguito il dottorato di ricerca in “Culture della Comunicazione” presso l’Università Cattolica di Milano, dopo la Laurea Specialistica dams a Torino con indirizzo cinematografico. Giornalista dal 2012, ha approfondita esperienza nell’ambito della critica cinematografica: collabora in modo continuativo dal 2009 con “IlSole24Ore.com”, per cui recensisce i film in uscita e segue i principali festival ed eventi cinematografici nazionali e internazionali; scrive su diverse prestigiose testate di settore, tra cui “Cineforum” e “Rivista del Cinematografo”; è direttore responsabile del sito web LongTake.it. In ambito universitario, riveste il ruolo di docente collaboratore e cultore della materia presso l’Università degli Studi di Milano, dove è docente del “Laboratorio di critica cinematografica sul web” e presso l’Università Cattolica di Milano, dove ricopre anche l’incarico di docenza di “Scenari del cinema contemporaneo” al Master cmc (Comunicazione e Marketing del Cinema). Ha pubblicato, tra gli altri: Shin’ya Tsukamoto. Dal Cyberpunk al mistero dell’anima (con Paolo Parachini, 2009); Alla ricerca della (in)felicità: il cinema di Todd Solondz (con Nicolò Barretta e Paolo Parachini, 2011); Il divo di Paolo Sorrentino: la grandezza dell’enigma (curato con Paolo Parachini, 2012) e ricevuto vari riconoscimenti, tra cui i premi Adelio Ferrero per la miglior recensione e Scuola Holden per il valore narrativo nel 2009.
“LO SCARABOCCHIO” DI CINZIA NAZZARENO
Ritorna, attesissima, sulla scena editoriale la scrittrice siciliana Cinzia Nazzareno e lo fa con il romanzo “Lo Scarabocchio” (Bonfirraro Editore), delicato e travolgente, in libreria dal 1° aprile. Dopo il sorprendente esordio “Il sole in fondo al cuore”, accolto da lusinghieri giudizi di pubblico e di critica, questa volta la penna delicata e intimista della niscemese ha immaginato un viaggio all’interno di uno spaccato storico e sociale che ricrea un contesto cieco e bigotto, pervaso da infiniti pregiudizi nei confronti della “diversità”, che sopprime con il biasimo e la critica qualsiasi afflato di libertà. Olmo è, infatti, un piccolo borgo siciliano degli anni ’70. È qui che vive la famiglia, apparentemente felice, di Filippo Aletta, un ex dongiovanni, adesso attorniato dalla stima sociale dei compaesani e da una ricchezza inestimabile. Soltanto il suo ultimogenito, lo strano e tormentato Gianni, detto “Genny”, gli desta alcune preoccupazioni. Ma il ragazzo vuol sentirsi libero e, al di là delle rigorose logiche familiari, manifesta la sua vera identità che lo vede donna intrappolato in un corpo di un giovane imberbe. Il padre, in preda a una crisi di nervi, lo caccia da casa e gli intima l’immediato trasferimento a Roma. È lì che, ingenuo, spera di incontrare il vero amore . . . La data d’uscita del libro non è di certo stata scelta a caso, proprio perché rinvia al notorio “scherzo” d’aprile. Per molti, infatti, Genny è soltanto uno “scherzo” della natura, ma quella della Nazzareno, che affronta tutto con delicatezza senza mai calarsi in descrizioni perverse e pruriginose, funge da forte denuncia di quell’atmosfera culturale ancora brancatiana, ossessionata dal sesso e dalla virilità da affermare e manifestare a tutti i costi, e prosegue con colpi di scena che sbaragliano anche i protagonisti, fino a giungere a uno struggente finale mozzafiato. Due, inoltre, le chiavi di lettura del romanzo, visto che l’autrice costruisce “Lo scarabocchio” con una particolare e straordinaria struttura a cornice, che apre, pervade e chiude il racconto e ne rivela il messaggio più profondo, non dimenticando mai l’impatto con l’attualità e invitando senz’altro a riflettere sull’infinita complessità del reale. Ricco di suspense, forte e struggente in alcuni momenti narrativi, il romanzo è addolcito dallo scavo psicologico nell’animo di un giovane innocente, tant’è che Emanuela Ersilia Abbadessa, una delle più note scrittrici del panorama nazionale, tra le prime ad aver letto il libro in anteprima, ha voluto dedicare un endorsement non indifferente. “La Nazzareno – ha scritto per la quarta di copertina – racconta con delicatezza un’intera epopea familiare, attraverso la difficoltà di una protagonista in absentia, intima e lieve, che vuole affermare la propria identità sessuale in una Sicilia ancora impreparata al cambiamento”.
PETER DECHERNEY RACCONTA HOLLYWOOD
Sorta dalle ceneri del gruppo di aziende di Edison, per più di cent’anni Hollywood è rimasta uguale a se stessa, a dispetto dei grandi eventi storici e di tutti i cambiamenti occorsi nel tempo. È sempre stata un’industria globale, con base negli Stati Uniti e con una sua narrativa ben riconoscibile. Gli studios sono usciti indenni da guerre, dall’avvento di nuove tecnologie (il sonoro, l’home video e la computer grafica) e dai lacci e lacciuoli imposti da Washington. Un risultato reso possibile da alcuni ben individuati elementi di continuità: l’uso sapiente dei grandi attori, una coerente politica dei generi, la pianificazione di grandi produzioni destinate al successo mondiale, l’accorta gestione del rischio d’impresa. Quello di Peter Decherney, intitolato appunto Hollywood e pubblicato dalla casa editrice Il Mulino, è un piccolo libro punteggiato anche di storie e curiosità sui film di culto, sulle star più famose e sui grandi registi. Peter Decherney insegna Cinema Studies all’Università della Pennsylvania di Filadelfia. Fra i suoi libri ricordiamo: “Hollywood and the Culture Elite. How the Movies Became American” (2006) e “Hollywood’s Copyright Wars. From Edison to the Internet” (2012).