“L’obiettivo di stabilità dei prezzi nell’area dell’euro – un aumento prossimo al 2 per cento annuo da mantenersi in modo durevole in un orizzonte di medio periodo – non è ancora raggiunto. La dinamica di fondo rimane frenata dalla disoccupazione in molte economie dell’area e da una crescita salariale fiacca anche in quelle dove le condizioni del mercato del lavoro sono migliori; la normalizzazione delle aspettative di inflazione deve ancora consolidarsi; resta debole la domanda di credito. Affinché si realizzi una piena convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo della banca centrale serve ancora un grado elevato di accomodamento monetario”. Lo dice il presidente di BANKITALIA Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali alla presentazione della relazione annuale. Secondo Visco “la revisione dell’orientamento della politica monetaria, da attuarsi con la necessaria gradualità, dovrà costituire la conferma che crescita della domanda e stabilità dei prezzi possono sostenersi autonomamente nel medio periodo.
Visco spiega che “i tassi di interesse a lungo termine sono molto bassi; ciò riflette, oltre alle condizioni monetarie, la profondità e l’eccezionale durata della crisi. Per effetto dell’indebitamento ancora elevato, i tempi necessari per ripristinare adeguati livelli di domanda e, quindi, di redditività degli investimenti sono più lunghi di quelli osservati in passato nelle fasi di ripresa ciclica. A comprimere i rendimenti contribuiscono fattori strutturali, quali il rallentamento della produttività e le tendenze demografiche. La politica monetaria non può da sola garantire il ritorno a una crescita stabile e sostenuta. I problemi strutturali delle economie nazionali vanno affrontati accelerando i necessari interventi di riforma. Dove il debito è particolarmente elevato deve proseguire con decisione il consolidamento dei conti pubblici, orientando la composizione del bilancio in modo più favorevole alla crescita; dove è più contenuto, è possibile sostenere la domanda interna, in particolare con investimenti in infrastrutture, evitando un livello eccessivo della posizione netta sull’estero, tale da fornire argomenti a sostegno di interventi di protezione commerciale”.
(31 mag – Sis)