Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente e, quasi inevitabilmente, il pensiero della politica e della società civile va agli Stati Uniti e alla decisione del presidente Donald Trump di recedere dall’Accordo di Parigi sul Clima ad appena un anno dalla sua stipula. Una decisione già fortemente criticata da tutti gli altri contraenti, e che torna subito d’attualità. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, attacca: “La portata globale della sfida non deve diventare un alibi per l’inerzia o per il rinvio. Stati, Istituzioni Internazionali, società civili, opinioni pubbliche: ciascuno è chiamato a fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici”. E poi, entrando più nello specifico: “L’Agenda di Parigi sui cambiamenti climatici era stata accolta come un importante passo in avanti: ora i contenuti di quell’accordo vanno implementati. Non sarà una strada facile, ma può e deve essere percorsa. Il nostro Paese ospiterà a giorni il G7 dell’Ambiente e si adopererà per allargare la condivisione: l’impegno per avversare i mutamenti del clima è parte integrante degli obiettivi inseriti nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite”. Ma è per la presidente della Camera Laura Boldrini che la Giornata Mondiale dell’Ambiente “assume quest’anno un particolare significato politico. L’annuncio degli Stati Uniti di voler uscire dall’Accordo di Parigi, rilanciando teorie negazioniste in materia di cambiamento climatico, rischia di indebolire la fondamentale intesa raggiunta nel dicembre 2015, la prima autenticamente globale perché capace di coinvolgere e impegnare tutti gli Stati”. Di fronte a questa presa di posizione allora l’Unione europea, “che aveva avuto un ruolo determinante nel raggiungimento dell’accordo, deve assumere un ruolo-guida nel difendere gli impegni presi a Parigi. Ne va del futuro delle prossime generazioni e della vita stessa sulla Terra”. Gli Stati Uniti nel frattempo si difendono: il segretario di Stato all’Energia, Rick Perry, ha infatti assicurato che Washington continuerà comunque a occuparsi di temi ambientali ed energie rinnovabili, seppur al di fuori dei vincoli imposti dall’accordo di Parigi.