“Un argine all’epidemia di corruzione – perché di epidemia sempre più invasiva purtroppo si tratta – può essere frutto solo di un’azione concordata e coordinata”. Così il segretario generale della Cei, Mons. Nunzio Galantino, partecipando alla tavola rotonda in Senato “Da mani pulite a Cantone. Il valore delle regole”. “In concreto – continua -, va bene l’azione repressiva, vanno bene regole sempre meno permissive che valgano però per tutti; regole che devono essere accompagnate dalla volontà chiara di invertire la rotta segnata dai tanti, troppi furbi che hanno occupato o che forse continuano a occupare posizioni chiave. Illudersi però che tutto questo basti, non serve a nessuno. Bisogna convincersi che l’impegno per la riduzione del tasso di corruzione è un processo! E come tutti i processi esige l’impegno deciso, continuo e paziente di tutti. Vi prego di non prenderla come una pia esortazione, la mia. Quando parlo di impegno deciso, capiamo tutti cosa voglio dire. Quando però parlo di impegno che deve essere anche ‘continuo e paziente’ affermo concretamente il contrario del vezzo inveterato di cambiare le regole (e le leggi) in corsa o al cambio di esecutivo. Cambi fatti non sempre per migliorarle. Sappiamo tutti che i cambi continui in ambito legislativo rappresentano il brodo di coltura del malaffare e quindi della corruzione”. (Red – 13 lug)