“Il Pd rischia l’estinzione” e può ritrovare il suo popolo solo ripartendo dall’opposizione, con una “traversata nel deserto” e un segretario incoronato dalle primarie. Lo sostiene il senatore Matteo Richetti, in una intervista al Corriere della Sera, nella quale avverte: “Far concludere il mandato della segreteria Renzi con una assemblea senza primarie sarebbe un errore clamoroso. Se vuoi ricostruire dopo il risultato peggiore dal dopoguerra, devi rivolgerti al tuo popolo”. E aggiunge: “Sabato 7 aprile sarò a Roma con un grande appuntamento all’Acquario Romano, per dare voce a chi voce non ha. Il rischio estinzione del Pd esiste, perché altre forze oggi stanno assumendo le istanze della sinistra. Non possiamo stare fermi, dobbiamo rimetterci in cammino subito”. Spiega quindi che Martina “sta facendo un lavoro generoso per portare il Pd all’assemblea, che dovrà individuare un segretario con un mandato definito nel tempo per svolgere il congresso”. Piega poi così la linea del non dialogo con i pentastellati: “Sia Il M5S che la Lega usano il Pd per mandarsi i messaggi. Io non mi riconosco nelle letture bizzarre di chi, nel mio partito, dice che gli elettori ci hanno mandato all’opposizione. Noi dobbiamo fare opposizione perché il nostro progetto di Paese è alternativo e incompatibile rispetto a quello di Grillo e Salvini. Come si fa a pensare che il Pd possa condividere un solo giorno di governo con chi vuole l’abolizione della Fornero, il reddito di cittadinanza, o il superamento dell’obbligo delle vaccinazioni?”, “ci dicono, perché non salite anche voi su quell’autobus? Perché va in una direzione pericolosa per l’Italia”. E aggiunge: “Nessuno si è spinto a ipotizzare la partecipazione del Pd al governo. Sarebbe residuale sul piano dei numeri e non farebbe fare al Pd la cosa più utile. La traversata nel deserto, una vera e propria ricostruzione del partito”. (29 mar – red)