“Comites e Cgie vanno chiusi”. Non ha usato mezzi termini Simone Billi, deputato leghista eletto all’estero (ripartizione Europa) che dalla riunione del Comites di Londra – venerdì scorso – ha ribadito la sua posizione: “In passato ho supportato diversi Comites nel pieno rispetto della loro funzione istituzionale, ma penso che oggi la struttura del Comites in Europa non abbia più senso. Quello che si dovrebbe fare oggi è chiudere Comites e Cgie”. Con le risorse che potrebbero liberarsi dalla chiusura degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, “si potrebbero aiutare i Consolati nella loro funzione di supporto per noi emigrati”, ha spiegato Billi. Si tratta, secondo il deputato, di “circa tre milioni di euro all’anno: per esempio qui al Consolato di Londra potremmo assumere diversi dipendenti per sveltire le pratiche” oppure “portare avanti una digitalizzazione migliore”. Billi ha però lasciato spazio al confronto: “Tornerò spesso a Londra e sono disponibile. Fatemi cambiare idea e fatemi dire ‘sì, il Comites serve’. Secondo me in passato – ha precisato – ha svolto una funzione molto importante per noi italiani all’estero ma oggi non più”. Le parole del deputato leghista non potevano non suscitare reazioni e commenti. A cominciare da Massimo Ungaro, deputato eletto all’estero con il Partito democratico: “Queste sono delle dichiarazioni populiste e del tutto inappropriate. Comites e CGIE sono baluardi della nostra rappresentanza democratica, svolgono una importante funzione sociale in molte delle nostre comunità all’estero e sono frutto di una grande mobilitazione durata anni se non decenni”.
LA REPLICA DI UNGARO “Sicuramente si può ragionare a una riforma per metterli in condizione di operare al meglio – sottolinea Ungaro in una nota – ma eliminarli sarebbe l’ennesimo tentativo della destra di fare cassa a scapito di diritti e democrazia”. “Oggi i Comites, domani il voto per gli italiani all’estero? È in questo modo che la Lega interpreta il proprio mandato parlamentare?”, si domanda l’esponente del Pd che aggiunge: “I nostri servizi consolari vanno urgentemente potenziati, razionalizzati e digitalizzati ma non indebolendo ulteriormente le nostre comunità, il che inoltre sarebbe del tutto insufficiente”. “Con i colleghi del Pd – conclude il deputato dem – siamo già al lavoro sulla questione mediante interrogazioni parlamentari e incontri al Maeci con i nostri diplomatici, mentre prendo atto che Billi, seppur in Parlamento da oltre un mese, preferisca continuare la campagna elettorale a colpi di slogan. Rievoca la serietà con la quale Salvini ha assolto il suo mandato da europarlamentare: mi chiedo se questo sia l’esempio di cultura di governo che la Lega vuole dare al Paese”. (30 apr – Sip)