Roma, 11 mag – Cinque volumi, per un totale di 920 pagine scritte e 124 fotografie raccolte in un anno e mezzo per raccontare 30 anni della Fondazione Migrantes e gli oltre 50 dell’UCEI (Ufficio Centrale Emigrazione Italiana): sono questi i numeri di “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti”, l’opera di Simone Varisco sulla storia della pastorale migratoria UCEI/Migrantes, presentata questa mattina a Roma presso la sede della Fondazione. “Voler ricordare una storia significa guardare non solo al passato ma anche al futuro”, ha detto Sua Eccellenza Monsignor Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. A lui il compito di leggere i saluti di Michele Schiavone, Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), che non ha potuto partecipare all’incontro ma ha espresso gratitudine e apprezzamento nei confronti dell’opera svolta da Migrantes: “Da sempre sentiamo vicini l’opera, la voce autorevole e il soft power con cui vi rivolgete al nostro Paese per far conoscere e rappresentare storie di esperienze di vita vissuta”, ha scritto Schiavone. “Le migrazioni – ha detto Monsignor Di Tora – rappresentano la cifra con cui leggere la storia dell’oggi; non riguardano soltanto l’Europa ma tutti i continenti. Non sono la fine del mondo, ma l’inizio di un mondo nuovo. Per questo è indispensabile fondare una nuova antropologia e un nuovo modo di pensare e di vedere le migrazioni, non come un fenomeno emergenziale ma come una realtà culturale. È fondamentale una corretta informazione sulle migrazioni e sui migranti, per leggere con saggezza dentro la cronaca”. (SEGUE)