Roma, 11 mag – Dopo le parole introduttive del direttore generale della Fondazione Migrantes, Don Giovanni De Robertis, Simone Varisco ha presentato il lavoro svolto seguendo la scansione dei settori pastorali tradizionalmente di competenza dell’UCEI/Migrantes: emigrazione italiana all’estero, rom e sinti, circensi e gente dello spettacolo viaggiante, immigrazione straniera e profughi in Italia; un cammino attraverso cinquant’anni di pastorale, dai documenti d’archivio ai tweet di papa Francesco, che attinge alla memoria storica e al magistero pontificio e della Chiesa in Italia, per evidenziare il carattere di coralità che per tradizione appartiene non soltanto all’operato dell’UCEI prima e della Fondazione Migrantes poi, ma anche all’approccio dell’intera Chiesa alle diverse forme della mobilità umana. “Già dal titolo – ha detto Varisco – ho voluto sottolineare come si sia trattato di un viaggio, spesso condotto in solitaria, non ancora concluso. Occuparsi di storia, d’altronde, significa sempre impegnarsi in un viaggio. Ecco allora che le impronte di cui parlo sono quelle lasciate sul terreno dai profughi, sulle spiagge e sulle nevi, ma anche quelle dei circensi e dei rom. Le scie sono quelle delle barche che conducono i migranti in Italia, come quelle che portavano gli italiani all’estero. Scie sono quelle degli aerei che oggi portano tanti nostri giovani connazionali a migrare all’estero per lavoro”. (SEGUE)