Roma, 5 giu – Uno dei nodi da affrontare in Europa è quello dell’immigrazione: “Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo” afferma il premier, specificando: “Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti”. Poi il ricordo di Sacko Soumayla, il migrante ucciso in Calabria, con tutti i senatori in piedi ad applaudire: “A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”. Infine, Conte rivolge un appello alle opposizioni affinché esercitino le proprie prerogative “in modo costruttivo e leale” e annuncia la disponibilità a “valutare, in corso d’opera, l’apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo, offrendo un apporto più stabile alla realizzazione del nostro programma”. Infine, l’appello ai senatori per la fiducia: “Il popolo si è espresso e ha chiesto il cambiamento. Adesso la parola sta a voi. Il vostro voto di oggi sarà parte della storia del Paese”. Da registrare, nel corso della discussione generale seguita alle dichiarazioni programmatiche del premier, gli interventi del senatore a vita Mario Monti (“Noi abbiamo evitato la Troika” e ora “non è escluso che l’Italia possa subire quello che è stato evitato allora” ha detto l’ex premier) e dell’ex segretario del Pd Matteo Renzi: “‘Lo stato siamo noi?’ Non sono d’accordo, perché è una citazione di Luigi XIV ed è vero che avete fatto la storia almeno 8 volte almeno in 89 giorni, ma voi non siete lo Stato, siete il potere, siete il governo, l’establishment. E non avete più alibi rispetto a ciò che c’è da fare. Noi non vi faremo sconti” ha detto Renzi facendo riferimento alla frase del leader M5S Luigi Di Maio. Dall’ex premier, poi, un affondo al ministro della Difesa Elisabetta Trenta: “Noi faremo il nostro dovere di opposizione. Inizieremo la settimana prossima, o quando saranno pronte le Commissioni, convocando la Ministra della difesa nella sede del Copasir, per chiarire dei punti che ella conosce e che credo sia importante vadano conosciuti anche dagli altri”. “Colgo l’occasione per salutare Renzi perché mi dicono che sarà in giro per un annetto, buon viaggio senatore” replica la vicepresidente del Senato Paola Taverna (M5S) intervenendo in aula, mentre il leader della Lega Matteo Salvini commenta serafico: “Io ho estrema pazienza e umiltà, ascolto i consigli di tutti, anche di Renzi”. Domani, intanto, tocca alla Camera: il dibattito sulla fiducia inizierà alle 9; nel pomeriggio, alle 15.45, la replica del presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, mentre a seguire ci sarà la chiama per il voto. (Roc)