Lecce, 5 giu – I vortici hanno un fascino particolare, e non a caso ricorrono un po’ ovunque in natura e nell’universo, dalla scala cosmologica delle galassie e dei buchi neri a quella atmosferica dei tornado e cicloni, da quella di certe conchiglie o dei piccoli gorghi in un ruscello, fino al mondo dell’arte e di spiraleggianti forme che hanno ispirato artisti come Van Gogh e Klimt. Le loro linee che da un centro tendono ad aprirsi all’infinito e viceversa, portano a riflettere sulle origini dell’universo e sul significato fisico della loro esistenza. In effetti, una classe di vortici in qualche modo più fondamentale, è rappresentata dai vortici quantizzati, come quelli eccitabili nelle onde elettromagnetiche o nei fasci di elettroni. Proprio le dinamiche di coppia di vortici impressi in un fluido polaritonico—un termine scientifico che indica un fluido composto da luce e da elettroni—sono state l’oggetto di uno studio sperimentale e teorico condotto dai ricercatori dall’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Lecce, in collaborazione con la San Diego State University e le Università di Siviglia, Porto, Atene e del Massachusetts, pubblicato su Nature Communications.