Roma, 11 giu – Si tratta, però, di dati ancora parziali, perché il turno decisivo che decreterà la vittoria in molti comuni (76 su 111) sarà quello del ballottaggio. La maggior parte dei ballottaggi vedrà un confronto “classico” tra centrosinistra e centrodestra. Nello specifico, le due coalizioni si affronteranno in 43 ballottaggi sui 76 totali, e in 23 casi partirà in vantaggio la coalizione di centrodestra. Il M5s sarà presente in 7 ballottaggi ed è risultato il partito più votato al primo turno in 3 comuni: Ragusa, Pomezia e Assemini. Il partito di Di Maio conferma, come già nelle elezioni amministrative del passato, le sue difficoltà nelle consultazioni locali ad accedere al secondo turno di votazione, ma in passato questo “limite” veniva compensato dalla sua abilità di allargare il proprio bacino di consensi nel ballottaggio. Se il M5s si dovesse confermare anche in questa occasione una “macchina da ballottaggio”, il suo bilancio – in termini di amministrazioni conquistate o perse – potrebbe risultare in sostanziale equilibrio rispetto alla situazione precedente le elezioni. Negli altri casi di ballottaggio è soprattutto il centrodestra ad essere in vantaggio. In alcuni comuni, la competizione tra due settimane avverrà infatti all’interno dello stesso schieramento di centrodestra, in una sorta di “derby” all’interno della coalizione. In altri casi (6), il centrodestra sfiderà invece una lista civica. Ad ogni modo, questa coalizione è complessivamente quella maggiormente presente nei prossimi ballottaggi (in 65 su 76) e, di conseguenza, il suo bilancio alla fine dell’intero ciclo elettorale potrebbe risultare nettamente positivo, anche perché nella maggior parte dei casi parte da una posizione di vantaggio al primo turno. Al contrario, il centrosinistra, per essendo presente in 52 comuni che andranno al ballottaggio, risulta essere la prima coalizione in meno della metà (27) delle sfide tra i due schieramenti che hanno ottenuto più voti. (SEGUE)