Roma, 11 giu – Passando ora ad analizzare i dati elettorali nelle città capoluogo, cioè i voti guadagnati o persi dai singoli schieramenti politici, i dati segnalano innanzitutto l’ulteriore espansione del centrodestra, in rapporto tanto al voto del 4 marzo che a quello delle precedenti elezioni comunali. La coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia (più altri alleati minori) aveva ottenuto il 22,7% dei voti nei comuni capoluogo nelle precedenti tornate elettorali a livello locale. Lo stesso schieramento aveva ottenuto oltre il 33% dei voti nelle elezioni politiche del 4 marzo e nel voto di ieri ha raccolto il 38% dei consensi, crescendo di circa 5 punti rispetto al dato del 4 marzo e di oltre 15 punti in relazione alla tornata precedenti. Quindi, si tratta di una crescita costante e omogenea, sia sul piano nazionale che locale. Il centrosinistra mostra, invece, un trend in discesa rispetto alle precedenti elezioni comunali (dal 41,7% del 2013 al 34,6% del giugno 2018: -7,1 punti percentuali), ma in significativa risalita se confrontato con il risultato negativo registrato il 4 marzo (25% dei voti alle politiche del 2018). Il risultato di domenica scorsa segnala, dunque, una progressiva erosione dei consensi a favore del centrosinistra, anche a livello locale, ma allo stesso tempo indica una capacità di “tenuta”, sia organizzativa che elettorale, nelle competizioni amministrative tale da rendere ancora il Partito democratico e i suoi alleati uno dei pilastri fondamentali del bipolarismo che ancora regge sul piano comunale. (SEGUE)