Roma, 28 giu – Il termine anglofono non deve ingannare, perché si tratta di un “anticorpo” contro la corruzione che il nostro Paese sta conoscendo sempre di più. Si tratta del “whistleblowing”, ovvero la segnalazione di un’attività illecita nell’amministrazione pubblica o in un’azienda privata da parte dei dipendenti venuti a conoscenza del fatto. Le segnalazioni infatti raddoppiano, raggiungendo la media di oltre due al giorno, secondo quanto emerge dal terzo rapporto sul fenomeno diffuso dall’Autorità nazionale anticorruzione e presentato oggi al ministero dei Beni dei beni e delle attività culturali e del turismo. Da gennaio a maggio di quest’anno i fascicoli aperti dall’Anac sono stati 334: in tutto il corso del 2017 erano stati 364, 174 nel 2016 e 125 nel 2015. Quanto ai settori, il 90% delle segnalazioni arriva dal settore pubblico e chi segnala lavora prevalentemente nelle Regioni e negli altri enti locali (36,2%). Il 42,8% delle segnalazioni sono state effettuate nel Mezzogiorno, il 32,3% al Nord, il 21,8% al Centro e lo 0,6% dall’estero. Secondo il presidente dell’Anac Raffaele Cantone “l’incremento delle segnalazioni non è il segnale se c’è un aumento della corruzione, ma al contrario è il segnale dell’aumento dell’anticorruzione e significa che le persone non girano più la testa dall’altra parte”. (SEGUE)