Roma, 24 lug – Grazie agli sviluppi della scienza è possibile comprendere come la mente umana si comporti quando si decide di effettuare un lascito solidale: immedesimarsi nei panni di qualcun altro e provare empatia sono i fattori imprescindibili alla base di questa scelta. Ma non solo, perché uno studio realizzato dalla Harvard Business School ha evidenziato come donare a qualcuno che ne ha bisogno renda molto più felici che non comprare qualcosa per sé stessi. A provare maggior empatia e a dimostrarsi più aperte verso gli altri sono le donne. Siamo generosi perché ci immedesimiamo nell’altro o perché stiamo ricambiando un favore? E, in particolare, cosa spinge le persone a inserire un lascito solidale nelle ultime volontà? Perché se possiamo mascherare le nostre reali intenzioni con i gesti, non è lo stesso per l’attività cerebrale. E una risposta concreta per spiegare come nell’ultimo quinquennio la pratica del testamento solidale abbia preso sempre più piede anche nel nostro Paese, arriva dalla scienza. Secondo l’ultima indagine realizzata dal Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 21 Organizzazioni – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Cesvi, Greenpeace, Intersos, Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma – con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato, dal 2012 ad oggi ad aumentare non sono solo le persone propense a compiere questo gesto di generosità, ma anche il valore economico dei lasciti solidali, registrando un incremento del 10%. (SEGUE)