Roma, 30 lug – I Comuni che hanno aderito alla proposta, grazie ad un intenso percorso di consultazione, coinvolgimento e sensibilizzazione avviato nel 2014, si configurano come area transition, la parte della riserva in cui sono permesse e promosse attività ecologicamente sostenibili.
In tali ambiti il riconoscimento UNESCO non andrà ad apporre nuovi vincoli o limitazioni alle attività antropiche ma costituirà valore aggiunto, stimolo e volano per la promozione, la conoscenza e la sensibilizzazione: una presa di responsabilità da parte delle Comunità locali per la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e culturale del proprio territorio e una dichiarazione di impegno per tramandarlo alle giovani generazioni. La Rete UNESCO contribuirà anche ad incrementare l’attrattività di territori che possono già contare su una rete sviluppata di itinerari turistici, di strutture ricettive e promozionali, di incentivazione a forme di turismo sostenibile.
“L’ampliamento è visto come una grande opportunità – ha spiegato Massimo Bocci, Presidente del Parco nazionale della Val Grande – Il nostro territorio è parte integrante di quel corridoio ecologico rappresentato dal Ticino: entrare a far parte della riserva Mab significa avere ulteriori strumenti per valorizzare una zona naturalistica davvero di pregio”.
“Il nostro Parco – ha aggiunto Giuseppe Barra, Presidente del Campo dei Fiori – fa da cerniera con il territorio prealpino ove sono presenti acque sotterrane, peculiarità naturalistiche e la presenza antropica. Il MAB è uno strumento di valorizzazione e tutela che può portare al giusto equilibrio tra l’uomo e l’ambiente e che crea la possibilità di sensibilizzare le comunità locali attraverso una logica di sistema e cooperazione incrementando la consapevolezza del proprio territorio tra i cittadini”.
(red)