Roma, 23 ago – Alitalia, infrastrutture, porti, digitale. Ecco le priorità nella missione che vedrà impegnato in Cina, tra fine agosto e i primi giorni di settembre, il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci. In parallelo alla missione del ministro dell’Economia Giovanni Tria, Geraci avvierà un giro di incontri da proseguire a settembre e novembre insieme alle imprese in occasione delle fiere di Chengdu e Shanghai. C’è l’obiettivo di aumentare il nostro export, fino a raddoppiare gli attuali 16 miliardi di dollari, e c’è fiducia di poter aumentare la quota di investimenti diretti. In una intervista al Sole 24 Ore Geraci spiega che “è sicuramente un dossier su cui verificheremo l’interesse di partner strategici. Compagnie cinesi che possano rilevare una quota fino al 49%, perché il governo intende comunque mantenere la maggioranza in mani italiane. Vedremo. Sarebbe molto importante, in passato Alitalia è stata solo salvata ora noi intendiamo rilanciarla. Per questo non cerchiamo trader ma investitori del settore con un progetto strategico. La nostra compagnia può essere una soluzione interessante per i cinesi perché l’Italia farebbe loro da hub per il Mediterraneo, l’Africa, il Sud America”. Inoltre spiega che incontrerà “rappresentanti del governo, di grandi gruppi e di fondi di investimento potenzialmente interessati ad asset infrastrutturali ed industriali. Tra le altre carte nel portafoglio ci sono i nostri porti ed interporti, a partire da Trieste. Non pensiamo a svendere gli asset ma a trovare soluzioni che ci permettano di giocare da protagonisti nel progetto cinese della Nuova Via della Seta. Io dico che l’Italia può esserne il terminale ideale, al posto di Rotterdam. Lo sviluppo di grandi infrastrutture va considerato al pari di grandi investimenti greenfield, in cui ahimé l’Italia è terribilmente indietro rispetto ad altri paesi europei”. (SEGUE)